Tante luci in Italia accese sull’Aquila

7 Aprile 2020

La notte senza fiaccole: solidarietà da ogni parte del Paese

L’AQUILA. Nella notte senza fiaccole, forzatamente accantonate causa pandemia, la luce che si chiedeva di accendere, in segno di solidarietà, in tutta Italia – unendo al pensiero per le vittime del terremoto quelle stroncate dal coronavirus – si è moltiplicata. Dall’Aquila a Venezia, da Reggio Calabria a Roma, da Torino a Milano, da Viareggio a San Giuliano di Puglia a Taranto, e dalle più vicine Pescara, Chieti e Teramo, le luci della speranza hanno brillato. Tanto da far sembrare meno scura la notte dell’anniversario. «Se qualcuno, da qualche parte, in Italia, avrà acceso una fiammella di memoria e di impegno noi potremo dire di aver onorato i nostri angeli», sussurra Antonietta Centofanti, portavoce del comitato dei familiari delle vittime della Casa dello studente. Del resto, il “fare luce” è da sempre il faro che illumina le esistenze di chi, dal 6 aprile in poi, porta avanti il doloroso compito della memoria, declinando parole d’ordine come prevenzione e sicurezza, che da queste parti non si scoprono certamente adesso. Dal “fare luce” sui principali disastri italiani nasce il comitato nazionale delle tragedie impunite, che annovera il sisma dell’Aquila e di San Giuliano di Puglia, le vittime sul lavoro della ThyssenKrupp, i veleni dell’Ilva di Taranto, l’incidente ferroviario di Viareggio e tante zone rosse (oppure d’ombra) sparse per il Paese. È venuto naturale, insomma, chiamare all’appello tutta Italia. Tanti i riscontri. Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ha acceso una candela sulla finestra e ha scritto: «11 anni fa il terribile terremoto dell’Aquila. Ho risposto all’invito del sindaco Pierluigi Biondi. Anche da Reggio Calabria la luce della speranza illumini l’Italia in questi giorni difficili». Da Venezia, il sindaco Luigi Brugnaro ha rilanciato: «Invitiamo i cittadini ad accendere una luce per ricordare le 309 vittime del terremoto dell’Aquila. Venezia è con voi». «Nel silenzio e nella preghiera Chieti abbraccia L’Aquila...ora come allora», si è unito così il sindaco di Chieti Umberto Di Primio. A Teramo il sindaco Gianguido D’Alberto ha postato un messaggio: «All’Aquila, a ciascuna delle 309 vittime di quella maledetta notte...Mai nessuno vi ha cancellato e mai vi cancellerà dalla memoria del tempo...Nel ricordo indelebile di quel 6 aprile 2009, Teramo Vi abbraccia oggi come allora...». A Vasto, nella palestra “Centofanti-Natale”, il Comune guidato dal sindaco Francesco Menna ha reso omaggio con fiori e candele alla tragedia aquilana. La palestra è stata intitolata ai due giovani studenti Davide Centofanti e Maurizio Natale che hanno perso la vita a causa del terremoto. Presenti l’assessore alle politiche scolastiche, Anna Bosco, Grazia Malatesta, madre di Davide e Fabiola Tamburro, aquilana d’origine e vastese d’adozione, che nel sisma ha perso il padre Marino, la sorella Giuliana, a cui è dedicata una fondazione, e il nipotino. Il presidente della Regione Marco Marsilio ha dedicato un videomessaggio all’anniversario: «L’Aquila sempre nei nostri cuori». Il capo della Protezione civile Angelo Borrelli: «Voglio stringermi nel silenzio e nel ricordo alle famiglie delle vittime e agli aquilani». Il comitato 3e32, che si batte per una ricostruzione «partecipata, democratica e trasparente», rilancia l’azione con un’assemblea sulla piattaforma Zoom domani alle 18. Obiettivo: fare luce.
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