«Tanti turisti non si vedevano dal ’60»

5 Settembre 2019

Mara Quaianni (Federalberghi) traccia un primo bilancio dell’estate aquilana: punte fino al 30% di presenze in più

L’AQUILA. Tanti turisti, all'Aquila, non si vedevano dagli anni Sessanta. Più 15-20% di presenze nelle strutture ricettive, con punte fino al 30%, dall'inizio di giugno al 20 agosto. Poi, una battuta di arresto, proprio nella settimana della Perdonanza.
È il primo bilancio di Federalberghi di un'estate proprizia che, complice il decennale, ha richiamato l'attenzione sull'Aquila. I dati sulle prenotazioni in hotel e bed e breakfast, dal 23 al 29 agosto, sono ancora allo studio dell'Associazione albergatori che, a fronte delle dichiarate 10mila presenze in media agli eventi serali, vuole capire quanto questo flusso di turisti abbia portato realmente, in termini di soggiorni e camere occupate. La maggior parte dei visitatori è arrivata dalla Toscana, ma si sono registrati anche gruppi dalla Germania, dalla Francia e dalla Polonia, oltre a due comitive da New York. Le media dei soggiorni non ha superato le 3 notti.
LUGLIO DA RECORD. «Fino al 20- 22 agosto le presenze in città sono state importanti, con una media del 15% in più rispetto al 2018 e una permanenza non superiore ai tre giorni», conferma Mara Quaianni, presidente Federalberghi della provincia dell'Aquila, «un flusso così consistente non si vedeva dagli anni Sessanta, con spostamenti importanti dalla Toscana». Alberghi, ristoranti e b&b hanno fatto il pieno «in una stagione che potremmo definire d'oro», afferma Quainni, «sicuramente il decennale ha avuto il suo peso, come anche la tendenza generalizzata verso la vacanza green, la natura e gli agriturismi».
E LA PERDONANZA? I numeri ufficiali sulle presenze alberghiere durante la Perdonanza non sono ancora pronti. Federalberghi ha contattato tutte le strutture per reperire i dati e, nei prossimi giorni, organizzerà una riunione con gli operatori del settore per analizzare punti di forza e di debolezza della stagione che si sta per concludere. E programmare le prossime iniziative, chiamando al confronto il Comune e le istituzioni locali. «Si è parlato di 10mila presenze al giorno durante la Perdonanza», evidenzia Quaianni, «turisti che non hanno soggiornato in città, almeno non tutti, altrimenti non sarebbero bastati tutti gli alberghi non solo dell'Aquilano, ma della costa. Durante la Perdonanza il turismo è stato più localizzato, mordi e fuggi per gli eventi serali o, al più, con visitatori provenienti dalle regioni limitrofe, che hanno fatto un salto in giornata. Stiamo, comunque, valutando le prenotazioni effettive per esprireme un giudizio finale».
EVENTO TRAINO. Una cosa è certa: il programma della Perdonanza Celestiniana, che quest'anno potrebbe agguantare il riconoscimento di patrimonio immateriale Unesco, non può essere diffuso all'ultimo momento, una settimana prima dell'avvio della manifestazione. «Se il brand L'Aquila comincia a funzionare», sottolinea Quaianni, «sulla Perdonanza si deve ancora lavorare molto creando un evento fisso, il 24 o il 25 agosto, di stampo prettamente storico-religioso, non legato agli spettacoli, che tocchi il tema della pace nel mondo o dell'abdicazione di Papa Celestino V, della sua figura di frate, Papa ed eremita. Una grande convention internazionale che porti in città migliaia di presenze».
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