Targa per riscoprire un dramma

5 Maggio 2018

Forca Caruso, 41 anni fa la caduta dell’aereo e la morte di Boiano e Pasquale

PESCINA. La tragedia avvenne 41 anni fa. Era il primo maggio del 1977 quando dall’aeroporto di Pescara si levò in volo un piccolo monomotore Partenavia P66 con a bordo l’avvocato Francesco Boiano e il sergente maggiore dell’Aeronautica Giovanni Pasquale: destinazione l’aviosuperficie di Celano. Era una mattinata di festa e di sole, ma quel piccolo velivolo non arrivò mai nella Marsica. In linea d’aria mancavano pochissimi chilometri, ma le pendici del monte Ventrino, a Forca Caruso, furono fatali ai due piloti. Entrambi trovarono la morte andandosi a schiantare su uno dei numerosi colli che caratterizzano le montagne marsicane. Forse l’aereo volava troppo basso e l’aria fresca della fitta vegetazione attirò come una calamita quelle piccole ali, spezzandole insieme alle vite dei due occupanti. Francesco Boiano era nato all’Aquila, ma si trasferì ben presto ad Avezzano, dove esercitava l’attività forense con un successo sempre crescente. Era un appassionato di motori in generale, ma del volo in particolare, tanto da conseguire in breve il brevetto da pilota per dare sfogo a una passione che coltivava fin da ragazzo. Pasquale, invece, era di Bugnara. Nel punto dove cadde l’aereo, ai tempi fu piantata una croce anonima che comunque attirò l’attenzione della Compagnia della Madonna della Libera di Gioia dei Marsi, che ogni primo venerdì di maggio organizza un pellegrinaggio al santuario di Pratola, coinvolgendo centinaia di persone. Alcuni dei componenti di questa Compagnia presero informazioni su cosa rappresentasse quella croce senza nome e quando vennero a sapere a chi apparteneva si adoperarono affinché scomparisse l’anonimato. Detto e fatto. Cristoforo Graziani, nella sua veste di capo nucleo dell’Arma aeronautica di Gioia, si mise in contatto con la sede di Avezzano e ieri mattina, esattamente sul posto dove precipitò l’aereo, è stata scoperta una targa che ricorda quel tragico evento. Alla cerimonia hanno presenziato i familiari degli scomparsi (la figlia di Boiano, Paola, la sorella Silvana e la moglie del sottufficiale, Tina De Palma). Presenti il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, insieme al presidente della sezione Aeronautica di Avezzano, Pietrantonio Di Matteo, e i circa 300 pellegrini in viaggio per il santuario di Pratola Peligna. A benedire la targa ha provveduto padre Eusebius Anyanwu.
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