Tari, è protesta per gli aumenti: «È una mannaia per le attività»

1 Maggio 2023

Le associazioni di categoria e dei consumatori chiedono all’amministrazione chiarezza e condivisione Di Pangrazio: «Rincari non dipesi da noi». Verrecchia: «Un duro colpo, Bianchini di Aciam chiarisca»

AVEZZANO. L’aumento della Tari ad Avezzano, varato nel corso dell’ultimo consiglio comunale, non è piaciuto alle associazioni di categoria e a quelle per la tutela dei consumatori. Oltre alla revisione delle tariffe viene contestata principalmente la mancanza di un coinvolgimento prima dell’adozione del provvedimento. Proprio per questo le associazioni chiedono di conoscere con maggiore dettaglio le motivazioni che hanno portato all’aumento.
«Vorremmo capire meglio come è articolato il servizio e valutare se c’è spazio per abbattere dei costi», spiega il responsabile del centro giuridico del cittadino, Augusto Di Bastiano, «penso alla pulizia delle strade, delle caditoie, alla raccolta delle foglie e alla rimozione della neve. Sappiamo che la raccolta differenziata è a ottimi livelli e quindi questi aumenti non ci convincono molto. Che si apra un tavolo per parlarne insieme, studiando un modo per migliorare il servizio. Troppo semplice aumentare ciò che abbiamo senza che ci sia un miglioramento corrispettivo, specialmente sul versante del decoro urbano».
L’incremento medio è stato del 10% rispetto a due anni fa ed è la conseguenza diretta della stangata per lo smaltimento della spazzatura che l’Aciam ha inflitto al Comune. «Da dove arrivano questi aumenti?», si chiede il presidente di Confcommercio Avezzano, Giuliano Montaldi, «sappiamo che non conferiamo fuori regione e sappiamo che i parametri della raccolta differenziata vanno sempre meglio. Nonostante questo ci troviamo di fronte a nuovi aumenti e per le attività in questo periodo storico si tratta di una vera e propria mannaia. Quello che chiediamo è di conoscere in modo più dettagliato le cause che hanno portato agli aumenti».
Per una famiglia di quattro persone, residente in un alloggio di 100 metri quadrati, secondo le stime l’aumento della tassa sui rifiuti sarà del 15% rispetto al 2021. Si calcola un aumento dell’8% invece per gran parte delle attività. Per il presidente di Confesercenti Filiberto Figliolini le associazioni avrebbero potuto dare il proprio contributo. «Comprendiamo che con l’aumento del costo del carburante», evidenzia, «possano esserci stati degli incrementi, ma ci sono soluzioni come le isole ecologiche, passaggi straordinari per ritiri di materiale dalle attività, stazioni mobili. Interventi che dovevano essere calati per la città e che non ci sono stati. L’aumento sembra anche contenuto, ma chiediamo di essere sentiti per dare consigli affinché anche le attività possano dare il loro contributo».
Nel corso del consiglio comunale il sindaco Gianni Di Pangrazio si è detto «costernato» per l’aumento: «Siamo stati costretti ad apportare questa variazione e infatti gli aumenti non sono dipesi da noi». Secondo il consigliere regionale di FdI, Massimo Verrecchia, questo è «un altro durissimo colpo agli avezzanesi e soprattutto a chi si ostina a tenere aperte le attività economiche. Nonostante la reiterata promessa di non aumentare le tasse, il sindaco mette le mani nelle tasche delle famiglie e dei titolari di attività commerciali e artigianali avezzanesi. Il paradosso e la beffa è che ora si ricorra persino a un consulente esterno per capire cosa stia accadendo, quando chi guida o dovrebbe guidare l’amministrazione, in virtù della ultra trentennale esperienza proprio nel settore finanziario, si era presentato come un valore aggiunto per la città. Chieda chiarimenti, piuttosto, a chi ha spedito all’Aciam (Maurizio Bianchini, ndc). Troppo facile aumentare le tasse e cogliere l’occasione per nuove esose consulenze. Sono certo che anche il consiglio comunale baby, che si insedierà a giorni, avrebbe fatto di meglio».
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