Tari, il Comune gioca in difesa: noi in regola
Giannangeli (dirigente settore finanziario): «Non abbiamo gonfiato nulla, nessun aumento indebito»
L’AQUILA. Sembra risparmiare il Comune dell’Aquila il caos sulla Tari, la tassa sui rifiuti che è stata gonfiata in molte realtà italiane. Dopo la pubblicazione, sul Centro, del vademecum per chiedere i rimborsi agli enti locali, il dirigente del settore Risorse finanziarie Fabrizio Giannangeli fa il punto della situazione su un argomento molto sentito tra i cittadini contribuenti.
«La questione è stata gestita correttamente dalla nostra amministrazione», sostiene Giannangeli, che spiega perché le bollette, almeno nella stragrande maggioranza dei casi, non saranno più alte del dovuto.
IL PROBLEMA. Molti municipi italiani hanno applicato la quota variabile alle pertinenze dell’utenza domestica chiedendo ai contribuenti più di quanto dovevano versare. Sulla questione è intervenuto il parlamentare 5 Stelle Giuseppe L’Abbate, con una interrogazione.
IL CASO L’AQUILA. «Le abitazioni civili pagano una quota fissa e una quota variabile che dipende dal numero dei componenti del nucleo familiare», spiega Giannangeli. «Quest’ultima è divisa in sei fasce. Più aumenta il numero dei componenti, maggiore è il contributo sia della quota fissa che di quella variabile. Alcuni Comuni hanno calcolato questa quota legandola al numero dei componenti anche con riferimento alle pertinenze, cosa che noi non abbiamo fatto. Le pertinenze vengono calcolate già dal 2013, nel Comune dell’Aquila, alla stregua di utenze non domestiche, come fossero locali di deposito. La questione, dunque, non si dovrebbe porre».
CITTADINI INADEMPIENTI. C’è un altro problema che ha ulteriormente complicato la situazione aquilana. «Nel 2009 un’ordinanza del sindaco prevedeva l’inagibilità dell’intero patrimonio immobiliare comunale. A mano a mano che le abitazioni venivano ricostruite sono stati fatti provvedimenti volti a ripristinare l’agibilità degli immobili», continua Giannangeli. «Il patrimonio, da completamente inagibile, sta tornando gradualmente agibile. I contribuenti sono stati invitati più volte dall’amministrazione comunale a denunciare le condizioni delle proprie abitazioni dopo l’esito dell’agibilità. Molti non lo hanno fatto e spesso ci troviamo a dover accertare le modifiche e a fare verifiche, incrociando i dati della ricostruzione privata con le nostre banche dati». In tanti, tuttavia, hanno dichiarato le nuove condizioni post-sisma attraverso denunce che «distinguono correttamente tra la superficie destinata ad abitazione e quella destinata a pertinenze» come spiega lo stesso dirigente. «Chi ha fatto questo tipo di distinzione non ha nessun problema, chi invece ha indicato la superficie complessiva potrebbe avere difficoltà, ma al momento non ci risulta nessun caso del genere».
ACCATASTAMENTI. «Bisogna ricordare, inoltre, che molte abitazioni del centro non sono accatastate correttamente», conclude il dirigente. «Spesso sono cointestate e non sono chiare le particelle». Insomma, se da una parte l’amministrazione è convinta di aver operato correttamente, dall’altra si dichiara pronta a chiarimenti per i contribuenti che ne avessero bisogno. «Se c’è qualcuno che si sente leso ce lo faccia presente», rassicura Giannangeli. «Faremo il possibile per chiarire ogni cosa».(m.c.)
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