Tarsu, Santa Croce vince i ricorsi
Canistro, il Comune aveva chiesto 553mila euro alla società
CANISTRO. La Santa Croce non deve pagare 553mila euro di tasse sullo smaltimento dei rifiuti al Comune di Canistro. A stabilirlo è stata la Commissione tributaria provinciale dell’Aquila, con tre distinte sentenze. I giudici hanno accolto i ricorsi della Santa Croce contro le richieste del Comune di Canistro di pagare le tasse sui rifiuti relative alle annualità che vanno dal 2012 al 2015, per l’ ammontare di oltre 553 mila euro. Si tratta di istanze relative allo smaltimento nello stabilimento del comune marsicano di proprietà della società che produce l’omonima acqua minerale di rilievo nazionale che, secondo i giudici, sono del tutto infondate perché l’azienda smaltisce autonomamente affidando il servizio a società specializzate.
Gli accertamenti per omesso o infedele pagamento, dal Comune di Canistro, notificati nel corso del 2017, richiedevano il pagamento di 97.323 euro per la tassa dei rifiuti dell’annualità 2012, 125.484 euro per la tassa dei rifiuti dell'annualità 2013, 165.913 euro per quella dell’anno 2014, e infine 164.384 euro per il 2015.
«Il pronunciamento della Commissione tributaria è una ulteriore prova dell’accanimento delle istituzioni, in testa la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro, contro la Santa Croce», ha detto l’imprenditore molisano Camillo Colella, «anche in questa occasione, abbiamo dimostrato la nostra estraneità a rilievi e accuse chiaramente fuori luogo. Nel caso in oggetto, c’è l’aggravante che le somme richieste sono state iscritte in bilancio dal Comune che, quindi, ora, dovrà coprire i buchi».
La Santa Croce, assistita dagli avvocati Roberto e Anna Fasciani, ha presentato ricorso ritenendo non dovute le somme. Il Comune di Canistro è stato condannato in tutti e tre i casi al pagamento delle spese legali. (e.b.)
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