Tartufo d’Abruzzo in vetrina: comincia la Fiera internazionale

Sessanta stand ed eventi. Regione ai primi posti in Italia per raccolta e commercializzazione Imprudente: «Questo è un prodotto d’eccellenza che ha arricchito diversi territori, ora tocca a noi»
L’AQUILA. Partita ieri all’Aquila la seconda edizione della Fiera internazionale tartufi d’Abruzzo, un’iniziativa promossa dalla Regione e organizzata dall’Azienda regionale per le attività produttive (Arap), braccio operativo dell’ente regionale. Sessanta gli stand presenti.
Obiettivo della fiera è quello di dare identità e risalto a un prodotto di un territorio ricco di eccellenza e potenziale, partendo dal presupposto che l’Abruzzo è già ai primi posti in Italia per raccolta e commercializzazione del tartufo bianco e nero pregiato, il top della gamma, con una produzione complessiva di tutte e nove le varietà, di 800 quintali nel 2022, e un fatturato di 5,1 milioni di euro, solo per le compravendite dentro i confini regionali.
«Questa fiera», ha detto il sottosegretario all’Agricoltura Luigi D’Eramo al taglio del nastro al Parco del Castello, «rappresenta una grande occasione non solo per esaltare una nostra indiscussa eccellenza, il tartufo, e con esso la capacità delle nostre aziende di trasformarlo e valorizzarlo, ma anche di far conoscere l’intero territorio aquilano e abruzzese, in una vetrina strategica rivolta ai mercati nazionali e internazionali. Iniziative come queste rappresentano la migliore interpretazione di quella che deve essere la promozione dei nostri prodotti agroalimentari». Presenti con D’Eramo il vicepresidente della Regione, con delega Agricoltura, Emanuele Imprudente, per Arap la vicepresidente Mariella Iommi e il responsabile internazionalizzazione Romeo Ciammaichella, il vicesindaco dell’Aquila Raffaele Daniele, il vicepresidente della Camera di commercio Gran Sasso d’Italia Gianni Frattale, il presidente della Federazione nazionale associazioni tartufai italiani (Fnati) Fabio Cerretano, la presidente del Gal Marsica Lucilla Lilli.
«Il tartufo è un prodotto di eccellenza che negli anni ha fatto ricche altre regioni. Ora è venuto il turno dell’Abruzzo», ha sottolineato Imprudente, «che deve consolidare una completa filiera, dalla produzione alla trasformazione, mettendo al centro efficaci azioni di internazionalizzazione e conquista dei mercati esteri. Per questo stiamo partecipando a fiere nazionali e internazionali, facendo conoscere la nostra terra attraverso la qualità e unicità dei prodotti».
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