Tassa a Santo Stefano di Sessanio «Un euro a notte per dormire»

Oggi approda in aula consiliare l’esame della proposta. Gli operatori turistici sono sul piede di guerra Il sindaco Santavicca: «Così tuteliamo il borgo, deterrente per gli affittacamere improvvisati»
SANTO STEFANO DI SESSANIO. La proposta di istituire una tassa di soggiorno arriverà oggi in consiglio comunale, ma ha già provocato una ridda di polemiche. Se l’aula approverà il nuovo regolamento comunale, per soggiornare a Santo Stefano di Sessanio si pagherà una tassa di 1 euro a notte. Il paese dell’Aquilano salito agli onori delle cronache internazionali per il progetto di albergo diffuso, voluto dall’imprenditore italo-svedese Daniele Kihlgren, che ha ristrutturato e recuperato, pietra su pietra, l’antico borgo, anche nell’estate 2020 è stato preso d’assalto dai turisti, nonostante la pandemia. Oltre 30mila presenze, secondo le stime del sindaco Fabio Santavicca, che ha deciso di «porre un freno al fenomeno, per alcuni versi incontrollato, degli affitta-camere». E ha proposto una tassa di soggiorno «che serve a tutelare il territorio, migliorare la qualità del servizio, ma anche come deterrente agli operatori turistici improvvisati».
Su 115 residenti fissi, numero che aumenta esponenzialmente in estate, il Comune ha calcolato che a Santo Stefano operano tra i 25 e i 30 affittacamere.
La decisione di istituire una tassa di soggiorno non trova d’accordo alcuni operatori turistici.
«Forse i nostri amministratori non si sono accorti che siamo in piena pandemia e che tutte le attività turistiche sono chiuse. Da quanto ci risulta in provincia dell’Aquila e in Abruzzo», sottolineano, «si possono contare sulle dita di una mano i comuni che hanno introdotto tale tassa, che penalizzerebbe ulteriormente gli operatori che con estremo sacrificio hanno investito, spesso indebitandosi, nel nostro paese, creando movimento turistico e significativi posti di lavoro. Altri centri stanno attuando iniziative per ridurre o rateizzare le imposte comunali: gli amministratori di Santo Stefano invece di favorire il turismo e gli operatori pensano che sia giusto allontanare gli amanti della montagna dal borgo».
Ma il sindaco Santavicca la pensa diversamente: «La tassa è utile a regolare le attività ricettive che, in paese, spuntano come funghi», dice, «il rischio è che, nei periodi di massima affluenza, i residenti possano affittare camere e alloggi in modo irregolare. La tassa di soggiorno rende possibile un riscontro reale da parte del Comune: pagare 1 euro su un prezzo medio di pernottamento di 50 euro a notte, in media stagione, non risulta così rilevante, soprattutto se serve a incrementare i servizi e migliorarne la qualità e a tenere sotto controllo gli operatori turistici che non rispettano le regole. L’anno scorso abbiamo avuto circa 30mila visitatori: la tassa di soggiorno è anche una forma di tutela del territorio».
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