Tasse, anche gli ingegneri dicono no

15 Aprile 2018

Crescono le adesioni in vista della manifestazione di domani contro la restituzione di tributi e contributi sospesi nel 2009

L’AQUILA. Anche l’Ordine provinciale degli Ingegneri dice no alla restituzione delle tasse sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma e ora richieste dall’Unione europea perché considerate aiuti di Stato. Dopo la proroga di 4 mesi crescono le adesioni alla manifestazione in programma domani dalle 10,30 con un corteo dalla Fontana Luminosa alla Villa comunale.
IL NO DEGLI INGEGNERI. «Il nostro territorio duramente colpito, ha già pagato un prezzo enorme in termini di vite umane ed un prezzo sociale che continuerà a essere pagato anche dalle future generazioni», sostiene l’Ordine professionale. «L’intero cratere sismico non può permettersi, in questa fase di lenta ricostruzione materiale ma ancor più dell’intero tessuto economico e sociale, di pagare ulteriori prezzi per le inadempienze di qualche burocrate ministeriale». «Le riunioni susseguitesi nei mesi scorsi», afferma il presidente, l’ingegnere Pierluigi De Amicis, «organizzate dalla vicepresidenza della Regione e dal Comune dell’Aquila, alle quali abbiamo partecipato attivamente insieme alle altre rappresentanze di categorie, hanno evidenziato come sia necessaria una mobilitazione dell’intera popolazione affinché il pronunciamento del Tar del 18 aprile possa essere favorevole al ricorso presentato contro la decisione della Commissione Europea e ottenga un’immediata sospensione delle somme richieste a imprese, professionisti e artigiani abruzzesi. La restituzione delle tasse, ancor più in un’unica soluzione e con l’aggiunta degli interessi, coinvolgendo, tra l’altro, anche le partecipate comunali e regionali, metterebbe in difficoltà i soggetti coinvolti e, di conseguenza, l’intero territorio». «La mobilitazione dell’intera collettività», prosegue l’ingegnere Giustino Iovannitti, tesoriere dell’Ordine, «è necessaria per far sì che il governo si impegni all’emanazione di un decreto legge che dia la giusta lettura delle misure messe in atto dallo Stato italiano e che, come riscontrato da tutti i parlamentari abruzzesi, rientrano in gran parte al di sotto del cosiddetto de minimis». Il segretario dell’Ordine degli Ingegneri, Michele De Finis, auspica che si arrivi a trovare un risultato positivo anche per il territorio abruzzese così come è stato per la trattativa con l’Unione Europea circa gli interventi economici e sociali a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia».
ADESIONI DA SINISTRA. La federazione aquilana di Rifondazione comunista «aderisce e sostiene la protesta e la manifestazione. La riscossione è un provvedimento scellerato, irresponsabile e ultraliberista che rischia di mettere definitivamente in ginocchio un tessuto economico e sociale già duramente colpito dal sisma e dalla lenta fase della ricostruzione». Il Pd aderisce alla manifestazione con un manifesto al quale hanno aderito una quarantina di amministratori locali. «La manifestazione, convocata da Regione e Comune, che vede anche il sostegno delle categorie economiche, chiede che all’avviata procedura di recupero delle agevolazioni fiscali concesse ai territori colpiti dal sisma nel 2009 sia data una soluzione ragionevole, perché di ragionevolezza e giustizia c’è bisogno di una fronte a una catena di tragici errori. Le responsabilità, oltre che amministrative, sono politiche, e partono dal 2009, quando il governo allora in carica omise di notificare alla Commissione europea la procedura di concessioni di aiuti più che legittimi, sacrosanti, visto che in analoghi casi si è fatto altrettanto e gli aiuti stessi si configuravano come un indispensabile sostegno a fronte di ben altre ragioni di danneggiamento della competitività del sistema, ragioni determinate dalla distruttività del terremoto. L’entità totale di risorse richiesta dal sistema economico del nostro territorio è stata calcolata in 75 milioni, per oltre 300 tra imprese e persone fisiche. Si rischia il tracollo».
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