Tasse, bollettini coi rincari E riesplodono le proteste

14 Settembre 2014

PRATOLA PELIGNA. Arrivano i bollettini delle tasse e scattano le proteste. A raccogliere le lamentele di alcuni residenti di Pratola Peligna sono i consiglieri del gruppo di opposizione, Antony...

PRATOLA PELIGNA. Arrivano i bollettini delle tasse e scattano le proteste. A raccogliere le lamentele di alcuni residenti di Pratola Peligna sono i consiglieri del gruppo di opposizione, Antony Leone e Antonio Di Nino. «Lo avevamo detto più volte e ora con l’arrivo delle bollette per il pagamento di Tasi e Tari molti cittadini lamentano un aumento delle tasse» affermano «una condizione appesantita da due elementi: i tagli dello Stato centrale inseriti nel decreto Salva Italia, più le convenzioni stipulate con la società per la gestione della raccolta differenziata, che a Pratola non hanno portato alcun vantaggio per la cittadinanza».

Gestione già finita nel mirino dell’opposizione. In particolare, i consiglieri avevano evidenziato come i proventi destinati al Comune per la vendita di carta, ferro, vetro e plastica fossero troppo bassi. Mancato incasso che striderebbe proprio con le buone percentuali di raccolta differenziata registrate nel centro peligno. Risultati sottolineati dai premi come Comune riciclone, oppure il podio assegnato all’amministrazione nell'ambito del premio Confindustria Abruzzo Green. Traguardi non sufficienti però ad abbassare la tassazione.

«Per uno locale non commerciale di appena 50 metri quadrati», afferma Aldo Di Bacco del movimento Grande Pratola «si arriva a pagare 250 euro. Una stangata sociale in questi tempi di crisi che ha fatto registrare più di qualche malumore». Un quadro a tinte fosche dunque. «Quello che crea maggiore indignazione», concludono i consiglieri di opposizione Leone e Di Nino, «è proprio la constatazione che l’impegno nella differenziata dei cittadini non viene incentivato con la riduzione delle tasse, che resta possibile proprio cambiando il contratto con la società di gestione della raccolta differenziata».

Federico Cifani

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