Tasse da restituire, la partita si gioca all’Unione europea

11 Ottobre 2019

Dopo l’intervento del presidente della Regione Marsilio e il dossier presentato si attende la risposta L’obiettivo è abbassare il de minimis. In ballo ci sono 126 aziende, 100milioni e 2.300 posti di lavoro

La partita si gioca a Bruxelles. È lì che si deciderà se, e come, le aziende aquilane dovranno restituire le tasse sospese dopo il sisma 2009. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, in Belgio per la Settimana europea delle città e delle regioni, si è fatto portavoce delle esigenze del tessuto produttivo locale. Il ruolo politico è fondamentale per scongiurare la restituzione di circa 100 milioni di euro di tasse, ma a destare preoccupazione sono i risvolti negativi che una simile mannaia potrebbe produrre sulle imprese e sul mercato del lavoro. Il timore di conseguenze devastanti, tra gli imprenditori, è palpabile. E se le aziende più strutturate – grandi gruppi industriali o multinazionali – riusciranno a reggere l'impatto, per le piccole e medie imprese la restituzione delle imposte rischia di diventare l'anticamera della chiusura. Sindacati e associazioni di categoria hanno stimato in 2.300 i posti in bilico. Un effetto domino che, oltre a colpire le 126 aziende inserite nell'elenco, andrà a ricadere sull'indotto, che offre servizi alle ditte locali. Qualcuno ha tentato un accantonamento, ma buona parte degli imprenditori, se l'Ue dovesse restare ferma sulla restituzione obbligatoria con soglia de minimis a 200mila euro, si vedrebbe costretta a rivolgersi alle banche per un prestito. La trattativa condotta sul doppio tavolo, governativo ed europeo, verte sull'innalzamento del de minims a 500mila euro: una sorta di franchigia che consentirebbe il salvataggio di quattro quinti delle aziende. Il ministro degli Affari europei, Enzo Amendola, potrebbe incontrare, a breve, i rappresentanti del territorio.