Tasse da restituire, partono i ricorsi

26 Febbraio 2018

Le associazioni di categoria contro la nomina del commissario ad acta disposta dal governo

L’AQUILA. Il tempo stringe. La proroga del recupero delle tasse sospese dopo il sisma, fino alle elezioni politiche, non risolve il problema. Lo posticipa soltanto. Lo sanno bene le associazioni di categoria che, insieme a Regione e Comune, stanno lavorando alle azioni legali da intraprendere per bloccare il provvedimento.
Si agirà su due direttrici: un ricorso congiunto per impugnare la nomina del commissario ad acta, non appena la stessa verrà pubblicata sul Bura. Ma verrà impugnata in sede legale anche la decisione dell’Unione Europea, che risale al 2015, di dichiarare chiusa la vertenza con il governo italiano, intimando il recupero delle somme non versate dalle imprese.
Una partita da oltre 75 milioni di euro, senza considerare gli interessi di mora, che riguarda 125 aziende sul territorio. Se dovesse andare male, le imprese coinvolte nel “pasticcio” sono pronte ad intraprendere un’azione di rivalsa su tutti gli attori della vicenda, a cominciare dal governo, che ha omesso di trasmettere all’Ue gli atti relativi alla sospensione dei tributi, fino agli enti che hanno seguito l’iter procedurale.
La domanda principale resta una: perché non è stata inviata la relazione all’Unione Europea? E, soprattutto, perché non è stata impugnata, da chi aveva le carte in mano, la decisione dell’Europa, nel 2015?
«A questi interrogativi qualcuno dovrà dare una risposta», afferma Ezio Rainaldi, delegato di Confindustria L’Aquila alla ricostruzione, «la questione è squisitamente politica. Chiediamo ai candidati di sottoscrivere un impegno formale, al di là delle dichiarazioni di intenti, che venga onorato dopo le elezioni, con la formazione del nuovo governo. La questione della restituzione delle tasse sospese è un caso nazionale e come tale va trattato».
Rainaldi invita tutti i candidati «a sottoscrivere un patto di alleanza con le imprese aquilane. Nel frattempo stiamo approntando i ricorsi», fa sapere, «il governo ha ritenuto di aggirare altre situazioni in cui si poneva la problematica degli aiuti di Stato, come nel caso del salvataggio delle banche e degli aeroporti. Non è accettabile che per un terremoto come quello dell’Aquila si utilizzino misure diverse».
Ciò che serve, secondo Rainaldi, «è un’azione politica forte. Impugneremo l’atto di nomina del commissario e quello dell’Unione Europea che intima la restituzione delle tasse. Agiremo su tutti i fronti, le carte sono già in mano ai legali, ma va fatta chiarezza sulle responsabilità anche per capire chi avrebbe dovuto impugnare la decisione dell’Ue e chi, avendone titolo e facoltà, ha provveduto a formulare i chiarimenti da fornire alla Comunità Europea, che non hanno sortito l'effetto dovuto». (m.p.)
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