Tasse da restituire, si apre uno spiraglio

Marsilio a Bruxelles per consegnare il dossier sulle aziende aquilane: possibile applicare il de minimis a 500mila euro
L’AQUILA. Governo e Unione Europea a confronto per dipanare la matassa della restituzione delle tasse sospese dopo il sisma 2009.
Un primo, importante, vertice, si è tenuto ieri mattina a Bruxelles tra i dirigenti della Commissione per la concorrenza e il tecnici dello Stato italiano, alla presenza del capo di gabinetto del ministro agli Affari dell'Ue, il console Fabrizio Lucentini, e del coordinatore della sezione aiuti di Stato della Rappresentanza permanente dell'Italia presso l'Unione Europea, Enzo Marongiu.
«Abbiamo fatto un piccolo, ma importante passo avanti», il commento del presidente della Regione, Marco Marsilio, in Belgio per la Settimana europea delle città e delle regioni, «il Governo affronterà la Commissione europea sulla questione delle tasse. La pressione che il territorio esercita ormai da anni sta dando i suoi frutti».
Le risultanze effettive dell'incontro si conosceranno a breve, «ma il primo livello tecnico di discussione sarà propedeutico a preparare l'azione politica», aggiunge Marsilio.
Il risultato massimo da portare a casa è dimostrare che le aziende aquilane non hanno beneficiato di aiuti di Stato. In subordine, si ricorrerà al temporaly frame: considerare il solo periodo compreso tra il 2009 e il 2012, quando la soglia de minimis era ferma a 500mila euro.
Se dovesse passare questa linea, sarebbero salvi i quattro quinti delle aziende inserite in elenco. Una battaglia che vale oltre 100 milioni di euro e che coinvolge direttamente 126 imprese, che operano sul territorio aquilano.
DOSSIER CONSEGNATO. Marsilio è arrivato a Bruxelles portando sotto il braccio il dossier elaborato sulle tasse e il documento elaborato dal tavolo istituzionale sulla ricostruzione, che si è riunito nelle scorse settimane all'Aquila, e sottoscritto da tutte le istituzioni, dalle categorie produttive e dalle organizzazioni sindacali.
«Abbiamo percepito un clima non pregiudizialmente ostile da parte della Commissione, che ci viene confermato dai rappresentanti della diplomazia e del governo italiano, al lavoro su questo dossier», le parole di Marsilio, che ha incontrato i rappresentanti italiani a Bruxelles «per condividere una strategia comune di pressione nei confronti dell'Unione Europea.
L'obiettivo, superata l'istruttoria tecnica,è individuare un possibile percorso che porterebbe il ministro degli Affari Europei, Enzo Amendola, a sedersi con il commissario Verstagen per siglare l'accordo definitivo sulle tasse.
LE STRATEGIE. «Stiamo facendo leva su diverse proposte», sottolinea Marsilio, «per cercare, innanzitutto, di dimostrare che non si tratta di aiuti di Stato: questa sarebbe una vittoria piena e un passo indietro dell'Ue rispetto alle decisioni assunte in passato. Il governo sta portando avanti il dossier facendosi interlocutore con l'Europa, per trovare una soluzione definitiva al problema».
Ma la linea più realistica, appare quella del temporaly frame, «che pur riconoscendo la sospensione delle tasse come aiuti di Stato», sottolinea Marsilio, «colloca gli stessi come databili tra il 2009 e il 2012 e non esclusivamente nel 2012, come sostiene l'Ue. Cosa cambia? Fino al 2011, l'Europa prevedeva che i massimali del de minimis arrivassero a 500mila euro, mentre nel 2012 la soglia si è abbassata a 200mila. Il ricalcolo temporale consentirebbe di tirare fuori dall'obbligo della restituzione buona parte delle aziende. Resterebbero solo grandi gruppi industriali, in grado di dimostrare gli effettivi danni subiti con il terremoto del 2009». Una partita da chiudere entro il 31 dicembre di quest'anno, per non arrivare a un'ulteriore proroga, che vogliono scongiurare tutte le parti in causa.
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