Tasse, diffida al Governo: «Soglia a 500mila euro»

Sono i cardini su cui poggia la lettera tecnica di Regione, Comune e Associazioni Dal 23 maggio le ingiunzioni. Rainaldi (Confindustria): un atto che grida vendetta
L’AQUILA. Portare la soglia del de minimis da 200mila a 500mila euro, per salvare il maggior numero di imprese e far valere il principio sancito da una legge dello Stato: la 183 del 2011, conosciuta come legge Letta, che ha stabilito l'abbattimento parziale delle tasse sospese dopo il sisma del 2009.
Sono i cardini su cui poggia la lettera tecnica, inviata al Governo a corredo della diffida contro l'avvio del recupero dei tributi, e sottoscritta da Regione, comune dell'Aquila e associazioni di categoria.
«Il principio del legittimo affidamento», si legge nella nota, «è riconosciuto dal diritto europeo e costituisce un corollario al più ampio principio della certezza del diritto. Se è vero che la Commissione europea non ha fornito alle autorità italiane o ai beneficiari alcune elemento o fatto che possa aver dato luogo a un legittimo affidamento, lo stesso non può dirsi dello Stato italiano».
Nella lettera si fa riferimento anche «all'omessa notifica, da parte del Governo, della misura agevolativa all'Ue. Per giurisprudenza della Corte di giustizia, il contribuente obbligato a restituire l'aiuto, ricorrendone i presupposti, può richiedere il risarcimento nei confronti dello Stato membro, per violazione dei diritti dell'Ue e alla delimitazione temporale del beneficio».
«È venuta a mancare, in tutti questi anni, una vera volontà politica che potesse, attraverso gli strumenti che sono stati forniti in tutte le forme», dichiara Ezio Rainaldi, delegato Confindustria alla ricostruzione, «l'ultimo a novembre scorso, quando il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, è andato con il sindaco, Pierluigi Biondi, a Roma, confidando nella possibilità di ottenere l'innalzamento della soglia del de minimis a 500mila euro, con relativa franchigia. Eravamo fiduciosi, ma i nostri politici si sono trovati davanti lo sbarramento dei tecnici del ministero, penalizzante per le imprese aquilane che vorrebbero continuare a lavorare».
Il tempo stringe. Il 23 maggio partiranno le ingiunzioni di pagamento per oltre 120 aziende. «Un provvedimento che grida vendetta», incalza Rainaldi, «il decreto di nomina del commissario, contiene un'ulteriore beffa per gli imprenditori aquilani. Il Governo ha pubblicato il decreto cancellando, senza passare per il Parlamento, una legge dello Stato, la 183 del 2011, la famosa legge Letta, dicendo: cari imprenditori, lo Stato vi ha dato la possibilità di abbattere il 60% delle tasse al di sopra della soglia dei 200mila euro, nel 2011. Oggi, nel 2018, questa legge non vale più: dovete ridarci i soldi e con gli interessi. Un disastro per le aziende aquilane».
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