Tasse evase, Paris paga dopo l’indagine

Sigillati conti per 300mila euro all’avvocato e presidente dell’Avezzano calcio: «Tutto dissequestrato, vicenda chiusa»
AVEZZANO. Il presidente dell’Avezzano calcio, Gianni Paris, è finito nei guai con il Fisco. La Guardia di finanza della compagnia di Avezzano ha eseguito un provvedimento di sequestro preventivo per equivalente, per oltre 300mila euro, emesso dal gip del tribunale di Avezzano su richiesta del procuratore della Repubblica, Andrea Padalino, e del sostituto Maurizio Maria Cerrato, nei confronti del noto avvocato marsicano. Il provvedimento delle Fiamme gialle, agli ordini del capitano Alessio Grillo, ha riguardato le disponibilità finanziarie di Paris. La verifica fiscale, scattata dopo una segnalazione dell’Agenzia delle entrate, ha riguardato gli anni 2012 e 2013. Anni in cui, stando alla relazione della magistratura, l’avvocato Paris ha omesso il versamento di Iva e Irpef, per importi di 110mila 525 e 198mila 804 euro. Irregolarità che fanno riferimento esclusivamente alla sua attività professionale e non alla gestione della società di calcio.
Paris è presidente biancoverde dal 2010 e sotto la sua guida la squadra è approdata in serie D.
L’avvocato Paris si è subito attivato per regolarizzare la propria posizione, provvedendo a un accordo per la corresponsione delle somme dovute all’Agenzia delle entrate. In questo modo il gip del tribunale ha disposto il dissequestro. «Ho pagato tutto e tutto è stato dissequestrato», chiarisce Paris, «il debito erariale di Iva e Irpef, che fa riferimento agli anni 2012 e 2013 e alla mia attività legale, è stato corrisposto per intero. Tanto che la Procura ha bonificato le somme sequestrate. Non ho nascosto niente e sono stato forse uno dei contribuenti più utili all’Agenzia delle entrate di Avezzano. Non mi devo vergognare, ce ne fossero di avvocati come me in questa città! La mia vita è fatta di trasparenza e questo è stato solo un piccolo incidente di percorso. Su mia richiesta, è stato pagato tutto, fino all’ultimo centesimo. Lo Stato non può pretendere nient’altro da me. Questo accertamento è stato fatto perché quanto versato non è risultato congruo rispetto ai reali guadagni. Non compromette minimamente la mia attività perché è una contravvenzione finanziaria. Ma questa storia mi crea solo un altro danno, perché la mia notorietà legata alla presidenza dell’Avezzano calcio danneggia la figura dell’avvocato. I miei guadagni non li ho mai nascosti, pago regolarmente tutti i rimborsi ai calciatori all’Avezzano, il sistema societario da me creato è talmente forte che vado avanti».
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