Tasse, la partita non è ancora chiusa

30 Giugno 2018

Lolli: «Presto andremo in delegazione con i parlamentari abruzzesi e un legale dal sottosegretario Giorgetti»

L’AQUILA. «Su quello che è avvenuto giovedì in Senato, mi astengo da ogni considerazione politica. La partita non è ancora chiusa ma dobbiamo giocarcela in questo decreto. Se perdiamo questo treno, temo che altri non ce ne saranno». All’indomani della bocciatura dei due emendamenti targati Pd e Forza Italia sulla restituzione delle tasse sospese, Giovanni Lolli prova a gettare acqua sul fuoco, chiamandosi fuori dal coro di critiche e polemiche politiche sollevate dal suo partito e da Fi verso Lega e 5Stelle. Anche perché, afferma il vicepresidente della Regione, che i due emendamenti sarebbero stati respinti, si sapeva già da qualche giorno: «Dall’esame in commissione si era già capito come si sarebbe messa. Per questo avevamo già deciso, come tavolo istituzionale, di chiedere, attraverso l’onorevole D’Eramo, un incontro al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giorgetti. Incontro al quale, è già stato stabilito, andrà una delegazione di cui faranno parte anche i parlamentati abruzzesi e l’avvocato Roberto Colagrande.« Quello che vogliamo far capire al Governo», continua Lolli, «è che va bene la proroga di altri due mesi, anche se di mezzo c’è agosto, mese morto politicamente parlando; va bene riaprire con l’Europa il discorso sugli aiuti di Stato in caso di calamità naturali. Prima, però, chiediamo di approvare un atto che intervenga sulla nostra normativa. Il vizio dell’emendamento bocciato era che sembrava voler cambiare o incidere sulla normativa comunitaria. Invece noi proponiamo di interpretare una nostra legge. Poiché il temporary framework (l’innalzamento del de minimis da 200 a 500mila euro, ndc) è stato applicato dall’Ue fino al 31 dicembre 2011 e poiché la legge di Stabilità che ci ha concesso la sospensione delle tasse è stata votata l’autunno di quell’anno, anche se poi è entrata in vigore, come tutte le leggi di bilancio, l’anno successivo, noi chiediamo che quella norma venga considerata valida e efficace nel momento in cui è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, cioè a novembre 2011». «Quell’emendamento non solo era scorretto ma anche pericoloso», chiosa l’imprenditore Ezio Rainaldi, detentore, per conto di Confindustria, della delega alla ricostruzione. «Ci meravigliano dichiarazioni pronunciate da persone che in questi anni non si erano mai relazionate con noi. Diciamo no agli allarmismi, ai giochi delle parti e agli scaricabarile, anche perché tutti, in questa vicenda, hanno la loro parte di responsabilità. In questo momento ci vuole responsabilità. Serve anzitutto un’estensione della proroga fino a fine anno, per avere il tempo di lavorare insieme al governo per il temporary framework. Ma solo uniti si potrà vincere questa battaglia». Anche Massimiliano Mari Fiamma, di Apindustria, invita a non perdere la calma: «La bocciatura degli emendamenti non costituisce la fine di altri tentativi a livello politico che, saranno perpetrati prima di proseguire per le vie legali».
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