Tavolo ricostruzione, è polemica

Il Pd all’amministrazione: «La riconvocazione dopo 5 anni arriva tardi e male»
L’AQUILA. «Che il tavolo sulla ricostruzione venga riunito fa pensare moltissime cose. A cominciare dalla più singolare: perché riconvocarlo dopo 5 anni di assenza? O Biondi si è piegato dinanzi all’evidenza, ossia che quel tavolo è fondamentale e chi l’ha istituito e coltivato è stato un gruppo politico responsabile; oppure a tre mesi dalle elezioni le sta provando tutte, arrivando tardi e male». È quanto sostengono in una nota la segretaria del Pd aquilano Emanuela Di Giovambattista e i segretari dei circoli di Sassa e Paganica Quirino Crosta e Deborah Palmerini che aggiungono: «Per cinque anni non hanno fatto nulla, assenti sulla ricostruzione, lontani dalle frazioni, incapaci di lavorare su un piano regolatore. Ma basta parlare di Biondi e della sua non amministrazione. Il tavolo sulla ricostruzione è stato finalmente ripristinato. Grazie alle associazioni di categoria, all’opposizione e alle proteste di cittadini e professionisti che non hanno smesso di raccontare i disagi e le disfunzioni di questa amministrazione. La sofferenza degli operatori del settore è sì conseguenza della pandemia e dei rincari degli ultimi mesi ma, soprattutto, del rallentamento nella valutazione delle pratiche per la ricostruzione e, in particolare nelle frazioni, della non applicazione delle norme atte a superare le problematiche di molti aggregati. A ciò si aggiungono la mancaa elaborazione del nuovo Prg, l’ambiguità sul completamento dei sottoservizi, la spoliazione degli uffici competenti in materia di ricostruzione, la mancata partenza della ricostruzione pubblica. Questi punti e molti altri sono emersi nell’incontro dei circoli Pd sulla ricostruzione delle frazioni portando alla luce una molteplicità di problematiche che un tavolo operativo permanente avrebbe potuto analizzare e risolvere da tempo».
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