Teatro, il compleanno è amaro «La chiusura è una ferita aperta»

È ancora inagibile a 14 anni dalla tragica notte del terremoto, mancano 5 milioni di euro per riaprirlo Biondi: «Ricostruzione e restauro si sono rivelati problematici. Il Tsa guidato con capacità e visione»
L’AQUILA. È un compleanno dal sapore amaro quello che festeggia oggi il teatro aquilano. A 150 anni dal Ballo in maschera di Giuseppe Verdi con cui fu inaugurata, la struttura che da sempre ha ospitato una delle prime istituzioni della città deve ancora fare i conti con i danni causati dal terremoto del 2009.
«Si prolunga una ferita aperta per la città che nella cultura, nella conoscenza, nella ricerca ha trovato e trova la forza di ricostruire il proprio futuro», sottolinea il sindaco Pierluigi Biondi, che spiega anche come «a 150 anni dalla inaugurazione del teatro, avremmo voluto festeggiare i 60 anni dalla istituzione del Tsa, con la sua riconsegna alla città, ma la ricostruzione e il restauro si sono rivelati complessi e problematici sia per gli aspetti burocratico e amministrativi propri del sistema Paese, sia per le vicende legali, sia per la necessità di uno stanziamento ulteriore di 5 milioni per il completamento degli interventi richiesto al ministro del precedente governo e per il quale proseguirà l’interlocuzione, già in corso, con l’attuale per ottenerli».
LA NOSTRA STORIA
«Nella città ci riconosciamo e il Teatro comunale è una testimonianza della nostra storia, della nostra identità. Vivere la dimensione del silenzio di una platea, la sospensione dalla materialità, la magnificenza di una narrazione, la bellezza di un corpo danzante, l’armonia di strumenti che regalano sonorità, la sensibilità di versi recitati, abitare tutto questo sentire dell’anima è curare il presente nel rispetto della memoria», continua Biondi.
IL LEGAME CON SAN BERNARDINO
Il teatro è uno dei pochi interventi intrapresi nel periodo preunitario significativi da un punto di vista urbanistico, come ricorda il primo cittadino: «Oltre a consentire la valorizzazione della parte laterale della basilica di San Bernardino e a definire un nuovo spazio urbano, andava a riconnettersi con un altro intervento di grande interesse, la cordonata di San Bernardino, che risolveva da un punto di vista scenografico l’area antistante la basilica, valorizzandone la facciata di Cola dell’Amatrice. Impianto architettonico questo che, dagli anni Settanta del Novecento, si è disvelato come uno spettacolare teatro all’aperto».
LA GESTIONE PUBBLICA
«Il 27 agosto 1944 si costituiva ufficialmente il gruppo Artisti aquilani, un’associazione dedicata alle arti figurative. Dopo qualche mese, il gruppo attivò al suo interno una sezione di letteratura e una di musica, curata da Nino Carloni che, il 18 luglio 1946, dava vita alla Società aquilana dei concerti Bonaventura Barattelli», continua Biondi. «Dal 1950 in poi spuntano tante piccole e grandi realtà artistiche. Intanto, il disegno di Vincenzo Rivera sull’università prende forma. È in questo clima di fervore creativo e di visioni culturali innovative che nasce la straordinaria scommessa di creare un teatro a gestione pubblica grazie a Peppino Giampaola, Luciano Fabiani ed Errico Centofanti».
IL TEATRO STABILE
«La nascita del Tsa trascinò con sé l’intero sistema culturale regionale. Nacquero numerose compagnie professionali e l’immagine dell’Abruzzo teatrale si impose anche al di là dei confini nazionali», conclude il primo cittadino. «Il Tsa da sessant’anni, da quel 28 ottobre del 1963, in cui si insediò al teatro comunale, fa sognare gli spettatori con le sue produzioni. Possiamo dire che il rinascimento dell’Aquila ha visto protagonista anche il Tsa che, in una prospettiva di rinnovamento e di crescita attuata negli ultimi sei anni, ha potuto godere del sostegno e della capacità visionaria e creativa di uno straordinario uomo di cultura come Pietrangelo Buttafuoco, della progettualità di un raffinato fabbricatore di emozioni come Simone Cristicchi e della forza interpretativa e appassionata di un artista come Giorgio Pasotti».
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