Tecnici senza straordinari L’auditorium resta al gelo

14 Dicembre 2015

Fuori dai normali orari di ufficio del Comune non c’è chi attiva i riscaldamenti Dopo l’ultimo evento con sciarpe e cappotti sono riesplose le proteste

L’AQUILA. Va bene che gli armeni sono gente di montagna, così come gli aquilani del resto. Ma è singolare che la due giorni di iniziative dedicata al centenario del genocidio del 1915 si sia svolta al freddo e al gelo, potendo disporre di un Auditorium, quello disegnato da Renzo Piano, dotato di un impianto termico al top. E invece sabato l’ambasciatore e il resto della delegazione armena sono stati salutati da una platea di sciarpe, cappelli, guanti e cappotti in fustagno, come quello vestito dall’assessore alla Cultura Betty Leone, che ha fatto gli onori di casa. Stessa sorte è toccata, venerdì e sabato, agli spettatori delle proiezioni dell’Aquila Film Festival, kermesse promossa dall’associazione “L’idea di Clèves”. Un problema non tanto legato a termostati o utenze, quanto al fatto che per i tecnici comunali, responsabili della gestione della struttura, non è previsto il riconoscimento di straordinari. E quindi, quando l’Auditorium viene assegnato al di fuori degli orari di ufficio, bisogna sempre far leva sulla buona volontà di questi dipendenti che fanno qualsiasi cosa a titolo gratuito, o meglio di favore personale. Se non c’è nessuno che mette mano all’impianto termico i riscaldamenti non partono. Così come non è sempre facile trovare qualcuno disposto ad aprire e chiudere l’Auditorium. Ne sanno qualcosa i volontari dell’Aptdh.

Fabio Iuliano

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