Tecnocall, il prefetto ora convoca le parti

27 Aprile 2024

Lunedì una riunione, si riapre il confronto sulla vertenza dei cento lavoratori che rischiano il posto

L’AQUILA. Si riapre il confronto sulla vertenza dei 100 operatori del call center Tecnocall, che rischiano il licenziamento a causa della fine del mercato tutelato dell’energia.
Dopo la richiesta firmata dai sindacati, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha convocato un tavolo per lunedì alle 17.30. Alla riunione sono stati invitati rappresentanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy, del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, del Lavoro e delle Politiche sociali, della Regione Abruzzo, oltre al sindaco Pierluigi Biondi, ai sindacati, all’azienda Tecnocall e all’Acea di Roma. La speranza dei lavoratori aquilani, coinvolti nella vertenza con altre 1.500 persone in tutta Italia, è che dal tavolo possano uscire risposte rassicuranti sul loro futuro, che finora non sono arrivate. L’ultimo incontro a livello nazionale si è svolto il 13 febbraio a Roma e ormai mancano due mesi al passaggio dal servizio di maggior tutela al servizio a tutele graduali, che potrebbe determinare, senza l’applicazione della clausola sociale cancellata dal governo, nuove assunzioni a tempo determinato e nuovi disoccupati. Gli operatori di Tecnocall sono da mesi impegnati in una mobilitazione, che li ha anche portati a scrivere al cardinale Giuseppe Petrocchi e a incontrare, durante la sua ultima visita all'Aquila, la premier Giorgia Meloni.
«Non ci siamo spenti, abbiamo continuato a dialogare con le istituzioni locali e nazionali, abbiamo atteso risposte, date le mille promesse, ma a oggi», hanno sottolineato i lavoratori, «nulla è arrivato». (r.s.)