Tecnocall, la nuova protesta dei 100 lavoratori

Gli operatori manifestano davanti alla Fontana luminosa. La Cgil: «A gennaio scopriranno il loro destino»
L’AQUILA. La proroga fino al primo luglio del mercato tutelato dell’energia non cambia il destino degli oltre 100 operatori del call center Tecnocall. Il rinvio della scadenza non avrà ripercussioni sul personale attualmente impiegato nei servizi alla clientela – 1.800 persone in tutta Italia – perché il loro futuro è appeso al reinserimento, nel decreto Energia, della misura di salvaguardia, che è stata cancellata. Lo sanno bene i lavoratori aquilani, che rischiano il licenziamento collettivo e che anche la vigilia di Natale sono scesi in piazza, davanti alla Fontana luminosa, per difendere il lavoro. Con il centro storico pieno di gente che festeggiava, hanno fatto di nuovo sentire la loro voce, richiamando l’attenzione sulla vertenza che sta facendo tremare oltre 100 famiglie: «La proroga del mercato tutelato regala tempo ai consumatori», spiega Marilena Scimia, segretario provinciale Slc-Cgil, «ma nulla agli operatori di Tecnocall, che a gennaio conosceranno il loro destino».
La speranza è che il governo metta mano alla situazione, incalzato anche dalle istituzioni locali. Si è mosso il consiglio regionale, che ha approvato una risoluzione urgente, e si sono mossi il sindaco Pierluigi Biondi e il sottosegretario al Mimit, l’aquilana Fausta Bergamotto, che hanno avuto un faccia a faccia con i lavoratori. La mobilitazione del personale del call center non si ferma, dopo l’appello rivolto al cardinale Giuseppe Petrocchi, e la manifestazione a Roma, davanti alla sede del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. (r.s.)
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