Tedeschi condannato a restituire 600mila euro

4 Febbraio 2021

Il tribunale: illegittimi compensi al Consorzio dell’acqua, era già sindaco a Cerchio Lui si difende: «Chiarirò, ricevo attacchi ogni qual volta si avvicina il voto»

AVEZZANO. È stato condannato dal tribunale covile di Avezzano a restituire una somma di circa 600mila euro al Consorzio acquedottistico marsicano in quanto, secondo l’accusa, «indebitamente percepita» mentre era alla guida del Cam. La sentenza è stata emessa nei confronti dell’ex presidente Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio. Secondo l’accusa, Tedeschi, nel periodo compreso tra il 2007 e il 2012, non poteva percepire le indennità del Consorzio acquedottistico marsicano in quanto già destinatario dei compensi da amministratore del Comune di Cerchio, ente socio del Cam.
Sulla vicenda si era già pronunciata nel 2017 la Corte dei conti che aveva disposto la condanna al risarcimento di 20.244 euro al Cam, oltre alla rivalutazione e agli interessi legali. La prima sezione giurisdizionale abruzzese aveva condannato il primo cittadino per un danno erariale. Secondo l’accusa, la legge 296 del 2006 prevede che «l’assunzione, da parte dell’amministratore di un Ente locale, della carica di componente degli organi di amministrazione di società di capitali partecipate dallo stesso ente, non dà titolo alla corresponsione di alcun emolumento».
Dopo la sentenza della Corte dei Conti, il Cam aveva avviato le procedure di recupero di un’altra parte di indennità pari a 600mila euro. Infatti, il pubblico ministero aveva commisurato il danno soltanto sulle somme maturate dopo il parere negativo della Regione Abruzzo, «cioè dopo la piena consapevolezza, da parte dell’interessato, della illegittimità dell’erogazione». Il tribunale civile ha invece fatto un’altra valutazione.
«Chiarirò anche questa vicenda», commenta Tedeschi, «purtroppo ogni qualvolta che si avvicinano le elezioni, ormai da molti anni, ancora ricevo provvedimenti o avvisi per una attività che ho terminato a settembre 2012, quasi 10 anni fa. Nel merito», sottolineato il sindaco di Cerchio, «ho chiesto la sospensiva del provvedimento, in termini di diritto, alla luce di quanto riportato nella non condivisa decisione del tribunale di primo grado. È opportuno evidenziare l’inquadramento giuridico della vicenda», aggiunge Tedeschi, «che non può prescindere, ad esempio, dal fatto che quanto percepito per la funzione ricoperta è stato deliberato dai soci, con parere del collegio sindacale. Tra l’altro, la decisione di primo grado evidenzia che non si poteva percepire la doppia indennità, ma è facile verificare il fatto contestato che dal 2007 a giugno 2011 non ero io il sindaco del Comune di Cerchio. Nel periodo contestato non percepivo alcuna indennità, né al Comune, né al Cam come presidente. Ho fiducia nella giustizia e nel fatto che verrà, come sempre, tutto chiarito con puntualità e dettaglio». (p.g.)
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