Tedeschi: io perseguitato, soldi legittimi

L’ex amministratore del Cam sulla richiesta di risarcimento da mezzo milione: «Atti compiuti da altri organi della società»
AVEZZANO. Si sente un perseguitato e dichiara: «Non ho percepito nulla di illegittimo». L’ex amministratore delegato con funzioni direttive del Consorzio acquedottistico, Gianfranco Tedeschi, contesta il provvedimento adottato dal Consiglio di gestione del Cam. Ovvero la richiesta di risarcimento di circa mezzo milione di euro per compensi percepiti e non dovuti.
«Non ho percepito compensi per la carica di presidente, ma solo per le funzioni lavorative riferite, come da Statuto, all’incarico di amministratore delegato-direttore», sottolinea Tedeschi, attuale sindaco di Cerchio, «incarico ricevuto sin dal 2007 con formale assemblea unanime dei soci, e con tutti i pareri di legge. Nel 2009 l’incarico è stato rinnovato sempre con delibera unanime dei soci e, considerata la conflittualità del periodo, vengono dall’assemblea richiesti e ottenuti i pareri formali nel merito del Collegio dei revisori e del professor Damiani. Pareri ri-deliberati in assemblea a conferma delle funzioni assegnate come da Statuto».
Poi Tedeschi entra nello specifico: «Ho ricevuto la raccomandata del Cam spa a firma del Consiglio di gestione che a sua volta è stato impegnato a tale verifica dal Consiglio di sorveglianza composto da Di Pangrazio, Boccia e Mazzetti. Alla nota ricevuta ho provveduto con immediatezza e tempestività a fornire il necessario riscontro, diffidando gli stessi a inviarmi altre comunicazioni, senza i necessari formali e dovuti presupposti giuridici. La richiesta è generica e priva degli elementi atti a manifestare l’inequivocabile atto da cui deve derivare il successivo adempimento. È l’ennesimo atteggiamento persecutorio. Non sono amministratore delegato-direttore da quasi cinque anni. Questi continui articoli di stampa, che di fatto e senza ombra di dubbio, da anni si susseguono contro di me, rappresentano un serio danneggiamento della mia persona. La verità è che questa cosa che è accaduta e che ricopre la prima pagina del Centro era stata da me preventivata nella metodologia. Non è ancora ora di dire quello che si deve accertare. Ma assicuro che la misura è colma. Ho la convinzione di aver ricevuto un’aggressione continua e abnorme».
Tedeschi evidenzia che, nel merito degli atti formalmente assunti dal Cam in merito ai compensi, «ad oggi non risulta nessuna revoca degli stessi».
«Ad ogni buon conto», prosegue, «è chiaro che i compensi percepiti nel rispetto della norma sono stati determinati secondo legge da altri organi della società Cam e non certamente da me. Per questa ragione non sono e non posso essere io l’interlocutore di questa vicenda. Per cui formalmente si devono contestare gli atti assunti in precedenza, almeno dieci delibere assembleari dei soci, attraverso le procedure che la legge impone e con puntuale motivazioni. Tra l’altro, dalla documentazione che ho acquisito, i compensi percepiti per il mio mandato sono sensibilmente minori a quelli assegnati sempre dall’assemblea a chi mi è succeduto nelle mie stesse identiche funzioni. È palese che si tratta di una contestazione fuorviante, indefinita, ingiustificate a soprattutto fatta nei confronti di chi non ha emanato alcun atto in merito».
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