«Tedeschi restituisca 300mila euro al Cam»

15 Dicembre 2021

Ecco la sentenza della Corte d’appello (sezione civile). L’ex presidente si difende: tutto lecito, somme deliberate dai soci 

AVEZZANO. Dovrà restituire una somma di circa 300mila euro al Consorzio acquedottistico marsicano in quanto, secondo l’accusa, «indebitamente percepita» mentre era alla guida dello stesso Cam. È quanto stabilito da una sentenza dalla Corte d’appello civile dell’Aquila nei confronti dell’ex presidente Gianfranco Tedeschi, sindaco di Cerchio. Tedeschi aveva presentato ricorso contro la decisione dei giudici di primo grado. Infatti a febbraio era stato condannato a risarcire il Cam per una somma di 600mila euro. L’Appello ha disposto la sospensiva per 300mila euro in attesa dell’esito di un altro processo, avviato da Tedeschi, che chiede il compenso per l’attività svolta in quegli anni in qualità di direttore. Secondo l’accusa, Tedeschi, in alcuni periodi compresi tra il 2007 e il 2012, non poteva percepire le indennità del Cam in quanto già destinatario dei compensi da amministratore del Comune di Cerchio, ente socio del Cam. Il Cam aveva così avviato le procedure di recupero di una parte di indennità pari appunto a 600mila euro. La Corte dei conti, diversamente dal tribunale civile, aveva commisurato il danno soltanto sulle somme maturate dopo il parere negativo della Regione Abruzzo, «cioè dopo la piena consapevolezza, da parte dell’interessato, della illegittimità dell’erogazione». Invece il tribunale civile ha fatto un’altra valutazione ricomprendendo tutto il periodo in questione. «Ho sempre percepito le somme deliberate dall’assemblea dei soci per funzioni operative ricoperte, in particolare quella da direttore, nel rispetto della legge», ha dichiarato Tedeschi, «prendo atto che ancora oggi, dopo dodici anni, devo rispondere di cose che hanno avuto una precisa approvazione degli organi societari nel rispetto della legge. Per questa ragione chiederò il risarcimento delle somme deliberate, che oggi in parte mi vengono richieste, per le attività legittimamente svolte e preventivamente stabilite come la legge prevedeva. Non ho mai percepito somme diverse da quelle approvate e deliberate preventivamente all’accettazione dell’incarico», ha voluto sottolineare al Centro l’ex amministratore Cam, «è una situazione incresciosa che spero trovi una soluzione. Certamente, è assai paradossale dover rispondere di attività deliberate da altri e non da me e per questo spero si possa arrivare, dopo tanti anni, alla parola fine di queste vicende che periodicamente, quasi a orologeria, tornano a galla».
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