Tekneko ripianterà il pino a Massa d’Albe

26 Febbraio 2019

Albero secolare distrutto, l’imprenditore Di Carlo pronto a risanare la ferita lasciata dal maltempo

MASSA D’ALBE. Non sarà più lo stesso, ma il simbolo della comunità di Massa d’Albe, il pino marittimo ultrasecolare all’ingresso del paese, sradicato dal vento, «avrà presto un degno sostituto». Parola di Umberto Di Carlo, patron della Tekneko, società leader nel settore del trattamento dei rifiuti, nata a Massa Albe, ora con sede ad Avezzano. Proprio a Massa d’Albe caduta di quel pezzo di storia antecedente all’Unità d’Italia, che aveva resistito al terremoto e alla guerra, piegato dalla furia del vento di questi giorni, ha fatto scorrere tante lacrime. «Un vento spaventoso ha abbattuto il simbolo della nostra comunità: il nostro pino marittimo. Mi viene da piangere», aveva esordito Di Carlo, poco dopo il triste evento, «do la mia parola sin da subito: ne pianteremo un altro identico». Detto, fatto. L’imprenditore nel settore dei rifiuti solidi urbani è passato alla fase pratica. E ha presentato la domanda all’amministrazione comunale guidata dal sindaco Nazzareno Lucci per ottenere il via libera all’intervento di ripristino. «Quell’albero, che aveva oltre trecento anni di vita», sostiene Di Carlo, «era il simbolo di appartenenza della comunità di Massa d’Albe, un caso più unico che raro. Vedere tanti compaesani in lacrime ai piedi del gigante è stata un’esperienza toccante. Ho pensato che non poteva assolutamente finire così». L’imprenditore, quindi, ha contattato il Comune per alleviare quella bruciante ferita per la comunità, trovando la porta spalancata. «È un privilegio e un onore poter tamponare quella ferita aperta», afferma il patron della Tekneko, «poter ripristinare l’aiuola e impiantare un esemplare nuovo di pino domestico, il più grande possibile, per non far scomparire quell’area simbolo all’ingresso del paese, dove sono passate tante generazioni». Appena scatterà l’ok dell’amministrazione guidata da comunale, quindi, l’imprenditore darà corso ai lavori per la sistemazione della vecchia aiuola all’ingresso del paese, mentre il gigante caduto non finirà in legna da ardere, ma continuerà a «vigilare sulla piccola comunità», nella villa comunale. «Il tronco del pino», anticipa Di Carlo, «dopo un apposito trattamento di conservazione, verrà custodito nel parco urbano».
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