Telecamere in parrocchia contro i vandali

A Paterno distrutte più volte le strutture a disposizione della comunità, a cominciare dal campetto sportivo
AVEZZANO. Arrivano le telecamere per monitorare l'area antistante la parrocchia di San Sebastiano di Paterno, frazione di Avezzano.
Don Antonello Corradetti, che guida la parrocchia, non ne può più.
È stanco di contare i danni e di trovare puntualmente qualche problema nel campetto e negli spazi di proprietà della chiesa e, quindi, dei parrocchiani.
Non è bastata la chiusura dell'area di qualche mese fa e i numerosi appelli a rispettare quello che è da sempre un bene comune.
Proprio nei giorni scorsi sono state rotte una bacheca, una cassetta delle lettere e una panchina.
Per questo, dopo gli ultimi atti vandalici, il parroco don Antonello ha deciso di procedere all'installazione di un sistema di videosorveglianza, che possa controllare quello che accade 24 ore su 24 e assicurare un po’ di tranquillità all'intera parrocchia.
«Neanche una bacheca, una panchina, un tappeto e una cassetta delle lettere trovano pace in questo paese», ha commentato con molta amarezza il parroco don Antonello. Che pure è giovane e, di conseguenza, ha una mentalità molto aperta e un alto grado di tolleranza (non che gli altri sacerdoti non ce l’abbiano, anzi). «A settembre verranno installate le telecamere, per monitorare tutti i locali e gli spazi comuni. Quando verrà individuato il responsabile di ogni minimo danno», sottolinea don Antonello Corradetti, «non procederò bonariamente, ma direttamente con denuncia alle autorità competenti. Poi non dite “il prete ha denunciato mio figlio”: se non si è in grado di educare i propri figli al rispetto del bene comune, qualcuno ci dovrà pur pensare».
Solo qualche mese fa il giovane sacerdote era stato costretto a chiudere il campetto della parrocchia, stanco dei continui atti vandalici nell’area gioco.
Il religioso, alla luce dei danni provocati nella notte, una domenica di marzo ha deciso di affiggere un cartello sul cancello e spiegare che il campo non sarebbe stato riaperto fino a quando «non si ci sarà rispetto del bene comune».
Ma purtroppo tutti gli appelli al momento sono caduti nel vuoto. Conservare un bene che è a disposizione di tutti, ha ricordato il sacerdote, è un servizio che viene offerto all’intera comunità. Chi la danneggia vuol dire che non ha alcuni rispetto per il prossimo. E questa non è una questione di religione.
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