Tella: «Basta finanziare progetti destinati a fallire»

10 Gennaio 2018

Il consigliere Cna: l’idea è valida se è il privato a dare soldi. L’Aquila ha perso la grande occasione della fibra ottica

L’AQUILA. Addio al buonismo e all’assistenzialismo. Se è vero che il posto fisso, soprattutto nel settore pubblico, è diventato una chimera, non tutti i giovani possono puntare solo ad aprire bar o vinerie all’Aquila. È il momento di cambiare cultura. E chi ha piccole aziende, deve modernizzarsi, mettersi al passo con i tempi, tra il «localismo e la globalizzazione», come ha detto il presidente della Cna, Gianfranco Torrelli. Ad andare controcorrente, «a costo di essere crudo, brutale», è il consigliere del direttivo della Confederazione nazionale artigianato dell’Aquila, Paolo Tella.
«Le imprese artigiane devono fare star up di se stesse. L’accesso al credito deve avvenire su progetti vincenti sul mercato privato», ha sottolineato Tella, a margine della presentazione del presidente e del report sui danni post sisma. «Ci sono progetti, start up, qui all’Aquila e in provincia, che hanno raccolto milioni di euro da privati. E se il privato dà soldi, vuol dire che l’idea è valida. Non bisogna finanziare progetti sbagliati, che sono destinati al fallimento. Questo, però, prevede un cambiamento culturale», ha precisato Tella. Si devono rivedere arti e mestieri in chiave moderna, tecnologica».
«L’Aquila, sotto questo aspetto, ha perso una grandissima occasione, nel dopo-sisma del 2009: la fibra ottica. Hanno fatto un grande lavoro con i sottoservizi, ma non hanno voluto sentire parlare di fibra ottica. La città sarebbe diventata veramente smart», evidenzia Tella, «perché poteva essere applicata a tutto e a ogni palazzo, ogni condominio. Con un costo relativamente irrisorio – si parla di meno di 1.000 euro ad appartamento – ogni edificio e ogni casa avrebbe potuto fare a meno del filo telefonico o dell’antenna. Ma non solo questo sarebbe stato il vantaggio: per quanto riguarda il terremoto, in caso di scossa un centro unico di raccolta dati poteva vedere il tipo di danno che aveva ricevuto un edificio, un singolo appartamento, e valutare eventuali interventi o evacuazioni. L’Aquila», ha sostenuto Paolo Tella, «ha perso l’occasione di diventare un esempio non solo a livello nazionale, ma anche europeo». Anche il presidente della Cna, Gianfranco Torrelli, e il direttore, Agostino Del Re, hanno messo in evidenza come sia necessario un cambiamento culturale.
«Alla Fiera della Befana hanno venduto nelle calze prodotti scaduti. Questo vuol dire mancanza di professionalità e di controlli adeguati. Bisogna avere una cultura d’impresa, si ha una visione parziale del mercato: non basta avere un buon prodotto per fare una buona impresa. È sufficiente guardare al nostro turismo, quello religioso, in particolare per Sulmona: non si fa rete tra zona costiera e zone interne. Per questo occorrono corsi di formazione e occorre che la politica faccia la sua parte. Noi ci siamo».(v.p.)
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