Teloni anti-curiosi, ecco il biglietto sospeso

L’operatrice culturale Gargano acquista tagliandi da donare. L’Aquila coraggiosa: «Via le barriere»
L’AQUILA. Continua a tenere banco in città la vicenda “teli neri”. Il dibattito sull’opportunità o meno di impedire ai non paganti la visione degli spettacoli della rassegna “I cantieri dell’Immaginario”, in svolgimento a piazza Duomo fino al 7 agosto, si è allargato a una riflessione più ampia sul ruolo della cultura in città. E nascono idee, come quella lanciata da Roberta Gargano, operatrice culturale, attiva nel sociale, che propone l’iniziativa dei “biglietti in sospeso”, subito bocciata dal consigliere comunale Lorenzo Rotellini. Anche Simona Giannangeli, esponente, con Rotellini, dell’Aquila coraggiosa, si interroga sulla fruibilità della cultura.
GARGANO
«Leggo da qualche giorno molti cittadini sensibili preoccupati del fatto che persone poco abbienti non potranno accedere agli eventi culturali programmati all’Aquila. È un tema importante e, come sempre, nel mio piccolo, mi sono chiesta: cosa posso fare io? Ho così deciso di acquistare dei biglietti per spettacoli e concerti e lasciarli in sospeso al botteghino del Tsa. Biglietti in sospeso». Per Gargano si tratta di «una sorta di inizio di “adozione culturale”, che è un’idea che vorrei far passare nella comunità, chi può si prenda cura di concittadini che non possono o che non sono abituati a fruire di eventi culturali, compriamo biglietti, proponiamoci di accompagnare a mostre, spettacoli e concerti ragazzi i cui genitori sono troppo impegnati con il lavoro o che proprio non possono pagare l’ingresso, impegniamoci in prima persona e facciamo in modo di crescere tutti insieme. Chi mi vuole aiutare mi contatti, aiutiamoci».
ROTELLINI
«Il problema non sono i teli neri», sottolinea il giovane consigliere dell’opposizione Rotellini, «ma di come intendiamo la Cultura qui all’Aquila. Chiusa? Elitaria? O un tipo di Cultura aperta a tutti e tutte, che possa includere e aggregare? Non commento la pagliacciata dei biglietti sospesi o di “adottare” persone “poco abbienti” come qualcuno ha detto. Leviamo i teli», conclude il consigliere comunale, «riempiamo tutti e tutte la piazza e iniziamo un dibattito serio sulla Cultura».
GIANNANGELI
«I teli neri», si legge nell’ambito di una riflessione scritta dal capogruppo dell’Aquila coraggiosa Giannangeli, «rappresentano l’ennesima sollecitazione a ripensare il luogo in cui abito, mi riconfermano la necessità urgente e cogente di costruire una visione di città bene comune, con una pianificazione urbana e culturale che rimetta al centro l’umanità che la compone e la vive e l’attraversa. Il problema sollevato sui teli neri e sulla gestione dei fondi pubblici affluenti al Comune per la rassegna in corso e non solo, impone una critica serrata ed efficace alla visione che chi governa la città ha della comunità e non da oggi peraltro, visione segnata in maniera eloquente da una cifra escludente e prepotente, da contrastare con una visione altra che riparta dalla pratica di decidere noi come vogliamo gli spazi mentali e sociali, che siano luoghi del buon vivere, se li ripensiamo come bene comune». (r.s.)
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