Tempesta (Fials): «Sottopagati gli infermieri al lavoro nelle postazioni periferiche del 118»

14 Marzo 2020

«Sottopagati gli infermieri che lavorano nelle postazioni periferiche del 118». La denuncia arriva dal segretario provinciale della Fials, Simone Tempesta (nella foto): in base all’ultima convenzione...

«Sottopagati gli infermieri che lavorano nelle postazioni periferiche del 118». La denuncia arriva dal segretario provinciale della Fials, Simone Tempesta (nella foto): in base all’ultima convenzione tra l’Asl e gli enti e le associazioni di volontariato per il servizio di urgenza ed emergenza sanitaria, i liberi professionisti verranno pagati 10 euro lordi l’ora, vale a dire 8 euro l’ora. Una condizione ancor più grave, secondo Tempesta, in piena emergenza Coronavirus. «Gli infermieri», afferma Tempesta, «vengono costantemente calpestati e umiliati nella loro professionalità. L’ultimo esempio di ciò è il rinnovo della convenzione tra Asl e gli enti e associazioni di volontariato per il servizio di urgenza ed emergenza sanitaria 118, postazioni H12 e H24 dislocate nel territorio dell’Asl. Gli infermieri che lavorano nelle postazioni periferiche del 118, tutti liberi professionisti che prestano la loro opera in regime di partita Iva, riceveranno, secondo la delibera della Asl 1 Abruzzo, 10 euro lordi l’ora, soldi però che l’Asl non liquiderà direttamente al lavoratore, ma alle associazioni convenzionate, le quali, in alcuni casi, tratterranno una parte degli emolumenti per far fronte alle proprie esigenze organizzative, successivamente i nostri professionisti (eroi) dovranno pagare prima un commercialista che disbrighi loro gli obblighi amministrativi individuali, e poi liquidare i vincoli fiscali e contributivi ai quali sono sottoposti. La remunerazione oraria degli infermieri», sottolinea Tempesta, «difficilmente supererà gli 8 euro l’ora». La Fials chiede che «la retribuzione minima venga immediatamente adeguata a livelli dignitosi per chi quotidianamente affronta un nemico invisibile che mette a repentaglio la vita di ogni singolo individuo anche in considerazione del fatto che in futuro verrà espletata una gara di appalto regionale per garantire questo servizio e che è l’Asl stessa ad affermare che quanto stanziato è di gran lunga inferiore agli importi che costituiranno la base di gara. Chiediamo anche l’intervento dell’ordine professionale per tutelare la professionalità dei propri iscritti». Il segretario Fials ricorda che «l’emergenza coronavirus ha portato il cittadino e il governo stesso a rivalutare il grosso impegno richiesto ai professionisti del sistema sanitario nazionale». (r.s.)