Tensione in carcere, detenuto allaga le celle

L’uomo utilizza un idrante e danneggia la sezione collaboratori di giustizia. La Uil: «Va trasferito»
SULMONA. L’aveva già fatto alla vigilia di Capodanno ed era stato prontamente bloccato dagli agenti in servizio. A distanza di pochi giorni ci ha riprovato di nuovo e questa volta il tentativo è andato a segno allagando con un idrante la sezione del carcere di Sulmona che ospita i collaboratori di giustizia. Protagonista lo stesso detenuto che da mesi, con le sue azioni dimostrative, sta creando non pochi problemi all’intera struttura carceraria. Nel giugno scorso aveva svuotato un estintore addosso a un agente di polizia penitenziaria, provocandogli problemi agli occhi e alle vie respiratorie. Lunedì mattina, con l’idrante tra le mani ha aperto il rubinetto minacciando anche i poliziotti penitenziari che con grande coraggio sono riusciti a fermarlo ma non a evitare che il potente getto di acqua allagasse celle e corridoi dell’intera sezione, danneggiando arredi e suppellettili. Già nel giugno scorso le organizzazioni sindacali avevano chiesto con insistenza il trasferimento dei collaboratori dalla struttura penitenziaria di piazzale Vittime del Dovere in un altro carcere, senza però ottenere risposta. Situazione che ha indotto il sindacalista della Uil, Mauro Nardella, a scrivere una lettera al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, invitandolo a Sulmona per controllare di persona la situazione in cui è costretto a operare il personale del carcere di Sulmona. «Oggi non vengono neanche più trasferiti quei detenuti che si rendono autori di gravi fatti durante la loro detenzione», sottolinea Nardella, «una situazione che si sta facendo sempre più difficile e pericolosa e che dal ministero devono risolvere prima che accada l’irreparabile». (c.l.)

