Tensioni Pd, sindaci a cena con Pietrucci

Il consigliere regionale: ci stiamo organizzando per contrastare le derive autoritarie dell’oligarchia che controlla il partito
L’AQUILA . Un incontro a cena, «informale» ma comunque significativo, per lanciare un segnale chiaro di malcontento alla dirigenza del partito. Sono tutt’altro che sopiti i malumori all’interno del Pd dopo la designazione del primo cittadino di Pizzoli Giovannino Anastasio a coordinatore dell’assemblea dei sindaci del cratere sismico 2009. Un’operazione per nulla digerita da un gruppo di amministratori Dem che intendono far pesare di più il loro ruolo operativo sul territorio rispetto alle scelte dei vertici provinciale e abruzzese. Si sono ritrovati a cena dieci sindaci, in rappresentanza dell’Alto Aterno e di altre aree dell’Aquilano, con il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, finito nell’occhio del ciclone per la questione dei mancati contributi al partito da lui definita un «accoltellamento politico» proprio per la sua manifesta contrarietà alla designazione di Anastasio.
CHI C’ERA. A tutti – tra cui i sindaci di Rocca di Mezzo Mauro Di Ciccio, di Lucoli Valter Chiappini, di Castel Vecchio Subequo Pietro Salutari di Ocre Gianmatteo Riocci, di Poggio Picenze Antonello Gialloreto, ma anche Giovanni Cocciante, che è stato assessore all’Aquila e attualmente ricopre analogo incarico a Rocca di Mezzo – non sono per nulla piaciuti metodo e sostanza con cui i vertici del Pd hanno gestito l’operazione per il rinnovo delle cariche in seno all’assemblea per il cratere 2009. Dalla richiesta di voto segreto, avanzata da 15 dei 44 primi cittadini chiamati a esprimersi sul coordinatore, alla proposta di mediazione su nomi alternativi intorno a quali costruire un «consenso più largo e convinto», il mancato accoglimento delle istanze messe sul tavolo dagli amministratori che «rappresentano i territori e le loro problematiche reali» ha mandato in fibrillazione i Dem. Lo strappo che ha lacerato il partito alla vigilia delle elezioni in oltre trenta comuni della provincia e quando ormai è entrata nella fase calda anche la campagna elettorale per le amministrative all’Aquila rischia di avere ripercussioni pesanti.
VERSO L’ADDIO. La rottura tra Pietrucci e la dirigenza provinciale e regionale del Pd è ormai insanabile. Le strade si divideranno definitivamente, anche se Pietrucci per ora non anticipa nulla sulle «imminenti decisioni» che dovrebbe annunciare a breve. Il consigliere conferma l’incontro con i sindaci e si limita a sottolineare che «ci stiamo organizzando per contrastare le derive autoritarie dell’oligarchia che controlla il partito». Il riferimento è ai segretari provinciale Francesco Piacente e regionale Michele Fina, ritenuti principali artefici di «strategie distruttive» che avrebbero ridotto i Dem ai minimi termini anche sul fronte dei consensi elettorali. «Quello che è successo sul coordinatore dei sindaci del cratere non è andato giù a nessuno», ribadisce Pietrucci, «perché si traduce in un danno per l’amministrazione pubblica». L’investitura di Anastasio, insomma, andrebbe vista sotto una luce del tutto diversa da quella con cui è stata presentata dai segretari provinciali dell’Aquila, Teramo e Pescara. «Un’operazione elettorale per loro» la definisce, senza mezzi termini il consigliere regionale.
I CONTRACCOLPI. Gli ulteriori effetti, però, vanno ancora verificati. I sindaci che erano presenti a cena hanno voluto lanciare un «segnale di malcontento», spiegano alcuni di loro. Di sicuro reclamano maggiore attenzione e spazio nelle decisioni, Nella scelta per il coordinamento dell’assemblea per il cratere 2009 ravvisano uno «sbilanciamento territoriale» verso una sola area omogenea della ricostruzione che rischia di far passare in secondo piano le istanze di un’ampia fetta della zona colpita dal terremoto di 12 anni e mezzo fa. Con loro però, lasciano intendere, lo strappo non è ancora insanabile. Proprio gli impegni elettorali imminenti e dei prossimi mesi consigliano un ulteriore tentativo di mediazione.
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