Tentata violenza sessuale, 5 anni di carcere

8 Maggio 2021

Condannato un 29enne, pedinò e aggredì una studentessa di Carsoli nell’androne di un’abitazione

CARSOLI. È stato condannato dal tribunale di Avezzano alla pena di cinque anni quattro mesi di reclusione per un’aggressione e tentata violenza sessuale. Si tratta di Davide Cinti, un 29enne di Cave, in provincia di Roma. I fatti risalgono al dicembre 2019, quando una 23enne di Carsoli denunciò l’aggressione e il furto del telefono cellulare nell’androne della propria abitazione.
Le indagini furono condotte dai carabinieri della compagnia di Tagliacozzo, che ascoltarono i testimoni e visionarono le immagini di videosorveglianza della zona. Poi il gip del tribunale di Avezzano, su richiesta del pubblico ministero, aveva emesso il provvedimento degli arresti domiciliari. Grazie alla ricostruzione operata dagli inquirenti, che hanno raccolto diverse testimonianze (compresa quella della ragazza) e visionato le immagini riprese dal circuito di videosorveglianza cittadina, è stato possibile avere un quadro indiziario nei confronti del giovane romano. Stando alla ricostruzione dei carabinieri, al termine di una serata trascorsa con amici in un locale pubblico di Carsoli, la 23enne aveva raccontato alla centrale operativa dei carabinieri di Tagliacozzo di essere stata vittima di un’aggressione da parte di un ragazzo che, dopo averla seguita e raggiunta nei pressi della sua abitazione, aveva tentato di violentarla all’interno dell’androne, per poi sottrarle il telefono cellulare e darsi alla fuga. Il gip, applicando la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del 29enne, aveva sottolineato «la spiccata capacità delinquenziale dell’imputato, il quale, nella condotta, ha evidenziato una incapacità di tenere a freno i propri impulsi criminali, con l’elevato rischio di reiterazione di condotte delittuose della stessa indole».
Il pubblico ministero, Ugo Timpano, ha richiesto e ottenuto una sentenza di oltre 5 anni. La parte civile, nel corso del processo, ha evidenziato anche le conseguenze emotive e psico-fisiche conseguenza dell’aggressione.
L’imputato era difeso dall’avvocato Alessia Marchione: doveva rispondere di tentata violenza sessuale, lesioni e rapina. Oltre alla pena carceraria, è stato condannato all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e a duemila euro di multa. (p.g.)
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