Tentato stupro, donne in corteo Oggi l’arrestato davanti al gip

Passeggiata a Costa Masciarelli: solidarietà alla ragazza aggredita, rapinata e ricoverata in ospedale L’associazione FuoriGenere dice «basta alla violenza maschile». Il messaggio: «Sorella non sei sola»
L’AQUILA. «Libere di passeggiare, di muoverci, di esserci». Questo uno degli slogan lanciati ieri, alla passeggiata transfemminista a Costa Masciarelli, teatro del tentativo di violenza sessuale con rapina ai danni di una trentenne aquilana avvenuto la scorsa settimana. Molte le adesioni all’appello di FuoriGenere. Una testimonianza «per riprenderci gli spazi della nostra città, perché non vogliamo avere paura di camminare per le strade, i quartieri e i parchi. Perché vogliamo sentirci libere di muoverci. La violenta aggressione avvenuta in pieno centro all’Aquila dove, in zona Costa Masciarelli, una ragazza di circa 30 anni è stata aggredita e picchiata, dopo aver opposto resistenza a un tentativo di violenza sessuale, è un altro gravissimo episodio che ci racconta di quanto non sia più accettabile continuare a fingere di non vedere cosa accade nelle strade, nei parchi, nei locali pubblici e negli spazi abbandonati, spesso bui e disabitati, della nostra città», ribadisce chi ha promosso l’iniziativa. «Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e la nostra vicinanza alla ragazza e alla sua famiglia: non sei sola, noi siamo con te», questo il messaggio rilanciato ieri, che è stato sintetizzato anche su uno striscione. «L’Aquila è una città che spesso viene narrata come assolutamente sicura e immune da tutte le dinamiche di violenza che sembrano appartenere, invece, solo alle città più grandi; chi fa attivismo e associazionismo da anni in questa città sa bene che le cose non stanno esattamente in questo modo. L’errore più grande che si possa fare quando si parla di violenza maschile sulle donne è quello di considerarla un fenomeno indesiderato, o un’emergenza, scaricando la responsabilità sullo “straniero” di turno. E le destre al governo si oppongono a qualsiasi intervento preventivo, che metta in discussione i ruoli e le identità di genere».
oggi l’interrogatorio
Comparirà oggi, a meno di rinvii, davanti al giudice per le indagini preliminari, il 20enne sospettato dell’aggressione, bloccato dalla Polfer a Civitavecchia mentre, secondo l’accusa, preparava il ritorno in Tunisia, sua terra d’origine. È stato portato nel carcere della città laziale in attesa dell’udienza per la convalida del fermo di polizia giudiziaria al quale è stato sottoposto venerdì, dopo i fatti avvenuti tra martedì e mercoledì scorsi in pieno centro storico dell’Aquila. In questa fase gli sono state contestate le ipotesi di reato di tentata violenza sessuale, rapina e lesioni gravi, dalle quali dovrà difendersi. E spiegare i motivi che l’hanno portato ad allontanarsi in tutta fretta dalla città. La vittima, finita in ospedale con la mascella rotta, è ancora sotto choc per l’accaduto e sta cercando di riprendersi dal punto di vista fisico e psicologico dopo la drammatica esperienza vissuta.
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