Terapia del dolore, 1.200 visite a domicilio

4 Settembre 2016

Bilancio lusinghiero del reparto nell’ultimo anno e mezzo. Ora pronte per il servizio tre Fiat Panda

L’AQUILA. Oltre 1.200 visite a domicilio in tutta la provincia, in un anno e mezzo, per portare assistenza sanitaria e supporto psicologico a chi subisce il dolore, cronico e acuto, nonché a beneficio delle famiglie che hanno congiunti con patologie inguaribili. «Col suo team, composto da specialisti, psicologi e infermieri, il servizio della Asl di terapia del dolore e cure palliative, diretto da Franco Marinangeli», si legge in una nota, «ha spostato le prestazioni dall'ospedale a casa di chi soffre, ribaltando la tradizionale impostazione secondo cui era il malato a doversi recare nei luoghi di cura. Un modello ormai entrato a regime, con 'innervazioni' su tutto il territorio provinciale e che, oltre a curare e sostenere il malato a casa propria, ha consentito di non occupare impropriamente posti letto negli ospedali, il cui utilizzo è specificamente destinato alle patologie acute. La Asl, in sostanza, in Regione, ha tracciato per prima, in modo strutturato e non episodico, un nuovo orizzonte, facendo leva sul territorio ed evitando la ricorrente tendenza (controproducente per i pazienti e inutilmente costosa) ad accentrare l'attività su determinate strutture». La direzione intrapresa - col contagiri delle visite domiciliari che gira senza sosta per avvicinarsi sempre più verso l'obiettivo delle 2.000 presenze entro l'anno nelle abitazioni dei pazienti - viene ora rafforzata con la messa a disposizione di ulteriori risorse operative. Ieri, infatti, è stato ufficializzato l'acquisto di 3 auto Fiat Panda 4x4, le cui chiavi sono state simbolicamente consegnate al direttore del servizio del dolore e cure palliative, Marinangeli, dal manager Rinaldo Tordera, affiancato dal direttore sanitario aziendale, Teresa Colizza e da quello amministrativo Marcello Sciarappa.

«Il potenziamento del servizio», dichiara il manager Tordera, «va nell'ottica del rafforzamento degli investimenti sul territorio, in linea con l'impostazione del nuovo piano sanitario regionale. Riteniamo che sia essenziale il sostegno della nostra azienda, nelle abitazioni delle famiglie con malati gravi e di persone alle prese con sofferenze, e che questi problemi vadano affrontati con un'organizzazione collaudata come quella della Rete del dolore e delle cure palliative».

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