Terra levis, il teatro abbraccia l’archeologia

18 Ottobre 2022

Il passato rivive attraverso gli attori del Lanciavicchio, uno spettacolo inedito per i tanti visitatori 

AVEZZANO. Quando archeologia e teatro vanno a braccetto. Emanuela Ceccaroni, funzionaria della Soprintendenza archeologica, e Flavia De Sanctis, presidente dell’associazione Antiqua, non potevano avere idea migliore nell’organizzare la mostra “Terra levis”, nell’Aia dei Musei di Avezzano. Non si è trattato, infatti, della solita mostra di archeologia, in cui i visitatori, dopo avere ammirato i reperti esposti e letto le iscrizioni, quasi sempre senza capirne il significato, passano oltre. Stavolta gli attori della compagnia teatrale il “Lanciavicchio”, oltre a tradurre nella nostra lingua quelle frasi, per molti astruse, incise sulla pietra, hanno fatto anche rivivere, attraverso la rappresentazione scenica, usi costumi, concezione del mondo e della vita del periodo storico al quale esse si riferiscono.
Ciò ha suscitato nei visitatori un interesse mai visto. Molto efficace è la spiegazione che di questo singolare connubio tra archeologia e teatro dà la direttrice artistica del “Lanciavicchio”, Stefania Evandro: «Quelle degli attori sono parole che le pietre ci trasmettono a migliaia di anni di distanza, e prendono di nuovo voce e diventano presenti. Attraverso il teatro, le parole mute delle pietre tornano a essere di nuovo vive, si fanno corpo e raccontano la vita e la cultura dei nostri antenati». A “raccontare” non sono state solo le pietre, ma anche l’acqua del lago Fucino, che oggi non c’è più. Il “Lanciavicchio” mentre sabato, giorno dell’inaugurazione della mostra, che rimarrà aperta fino al 10 gennaio, per il suo spettacolo si è ispirato a storie suggerite dal Lapidario dell’Aia dei Musei, ieri ha messo in scena episodi legati al prosciugamento del lago, traendoli dai documenti anch’essi custoditi dall’Aia. In questo caso i protagonisti dello spettacolo non sono stati né l’imperatore Claudio, né Torlonia, ma gli schiavi e gli operai da essi impiegati per prosciugare il lago. Ci sono poi la venditrice di pesce che, rimasta senza lavoro, impreca contro il principe, e la figuraccia che Agrippina fece fare, davanti a tutti, al marito, l’imperatore Claudio, in occasione dell’inaugurazione del prosciugamento del lago. Poiché il deflusso dell'acqua era stato così violento da seminare il panico tra gli spettatori, Agrippina accusò Narciso, il liberto cui Claudio aveva affidato la direzione dei lavori, di aver risparmiato nella realizzazione dell’opera, mettendosi in tasca parte dei fondi stanziati. Gli attori, oltre a Stefania Evandro, sono stati: Angie Cabrera, Stefania Evandro, Alberto Santucci, Rita Scognamiglio. Regista Tonino Silvagni. (n.m.)
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