«Terremoti causati dalla rotazione rallentata della Terra»

23 Marzo 2018

La recente rivelazione di due scienziati americani anticipata otto anni fa dall’intuizione del fisico aquilano Mastrogiuseppe

L’AQUILA. La disastrosa sequenza di terremoti che da alcuni decenni sta sconvolgendo l’intero pianeta sarebbe dovuta al rallentamento della rotazione terrestre. La notizia, proveniente dagli Stati Uniti e recentemente rilanciata dal quotidiano La Repubblica, è stata sostenuta da due scienziati delle università americane del Colorado e del Montana, i professori Roger Bilham e Rebecca Bendick. La loro ricerca è stata recentemente pubblicata sulla rivista Geophysical research letters e presentata nel corso dell’annuale congresso dalla “Società americana di geologia” svoltosi a Seattle nel novembre scorso.
LO SCIENZIATO AQUILANO. In realtà, tutto sarebbe nato da un’intuizione di Domenico Mastrogiuseppe, un professore aquilano, ex ricercatore del Pstd’A (Parco scientifico e tecnologico d’Abruzzo), con funzione di responsabile del Laboratorio di compatibilità elettromagnetica, che ha formulato e in un certo qual modo dimostrato, con oltre otto anni di anticipo, la stessa recente ipotesi dei professori americani. Le motivazioni del rallentamento della rotazione terrestre sono elencate nel pezzo a fianco. Mastrogiuseppe, autore del blog http://perchelaterrasirestringe.wordpress.com, a suo tempo, lo ha spiegato sul nostro giornale con diversi articoli: il primo otto anni fa, pubblicato sul Centro del 17 giugno 2010, e poi, a seguire, il 25 febbraio e il 12 settembre del 2011.
LA TERRA FRENA. Agli astronomi è noto da secoli che il naturale rallentamento della rotazione terrestre dovuto all’azione frenante delle maree, si manifesta con l’irrilevante aumento della durata del quotidiano giro su se stessa pari a 1,5 msec/secolo (millesimi di secondo per secolo); invece, ultimamente tale ritardo è aumentato enormemente fino ad assumere l’incredibile valore di 2 msec/giorno (è stato riferito anche da Rai 3 nella edizione di “Leonardo” del 30 dicembre scorso); è cioè aumentato di circa 50 mila volte. «Accade però stranamente», osserva Mastrogiuseppe, «che tutti coloro che ne parlano in televisione (Alberto Angela e “Leonardo” compresi) e nei giornali, continuano falsamente ad attribuirlo al solo ritardo dovuto all’azione frenante delle maree. Falsamente perché, se così fosse, siccome le maree si verificano da sempre, a semplici conti fatti la Terra dovrebbe essere ferma già da oltre 4 miliardi di anni fa: a due millisecondi di ritardo al giorno sarebbero infatti bastati 118mila anni per fermarsi. Che invece la Terra stia ancora girando, dimostra senza ombra di dubbio che tale enorme aumento è intervenuto solo recentemente».
I CERVELLONI DELLO IERS. E questa cosa non è sfuggita agli scienziati dello Iers (International earth rotation and reference system service). Lo Iers è una prestigiosa istituzione scientifica pubblica internazionale, il cui costosissimo compito d’istituto è proprio quello di tener d’occhio tutte le dinamiche terrestri e in modo particolare proprio la rotazione intorno al suo asse. Che questo ritardo a loro non sia sfuggito è dimostrato dal fatto che proprio loro, per metterci una pezza, si sono inventati e la attuano periodicamente, la pratica del “Leap second”, che consiste nell’introdurre una correzione al tempo ufficiale, ogni qualvolta la Terra accumula un ritardo pari proprio ad un secondo (ultimamente ogni circa 18 mesi).
OROLOGI FERMI. È una procedura da essi disposta ed attuata dall’Uit (Unione internazionale delle telecomunicazioni), fermando manualmente per un secondo gli orologi atomici preposti alla misura del tempo ufficiale (Tempo coordinato universale Utc). Lo scopo di questo breve stop è quello di rimettere d’accordo il tempo Utc, con il tempo naturale scandito dalla rallentata rotazione terrestre ed evitare che con l’avanzare degli anni, ne risultino alterati gli orari del sorgere del sole; orari cui l’uomo è abituato da secoli e soprattutto cui le sue moderne tecnologie sono conformate.
IL CONVEGNO. Un importante seminario e dibattito sul tema “Instabilità delle dinamiche terrestri, cause e conseguenze” si svolgerà domani alle 17 nel Centro servizi volontariato in via Saragat 10, a Campo di Pile. Organizzata dall’associazione aquilana “Amici della terra” sarà l’occasione per approfondire, insieme al professor Domenico Mastrogiuseppe, la tematica in questione.
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