Terremoti e neve, 5 anni fa il dramma di Campotosto

Quattro scosse sgretolarono il vecchio borgo, gli abitanti prigionieri nelle loro case
CAMPOTOSTO. Mercoledì 18 gennaio 2017 gli abitanti di Campotosto e dell’Alta Valle dell’Aterno si svegliarono sotto una enorme coltre di neve. C’era chi non poteva nemmeno aprire la porta di casa. Molti erano nei Map costruiti nel post sisma 2009. Il terremoto dell’agosto 2016 che aveva distrutto Amatrice (comune a 10-15 minuti di macchina da Campotosto) aveva aggravato di parecchio la situazione degli edifici a suo tempo danneggiati. Il centro storico del paese sul lago, apparentemente, era ancora in piedi ma di fatto era un castello di carta e sarebbe bastata una “folata di vento” per buttarlo giù. Quel 18 gennaio di 5 anni fa arrivò ben più che una “folata di vento” e quel mercoledì diventò, nel giro di poche ore, uno dei giorni più drammatici della storia di Campotosto e degli altri centri dell’Alta Valle dell’Aterno. Ci fu una vittima, Enrico De Dominicis di 72 anni, travolto da una slavina fuori dalla sua abitazione, nella frazione di Ortolano, mentre usciva per la paura del terremoto.
LE SCOSSE
La cronologia delle scosse di quel giorno è impressionante: la prima alle 10,25 di magnitudo 5.1 con epicentro a Montereale; la seconda di magnitudo 5.5 alle 11,14 con epicentro a Capitignano; la terza alle 11,25 di 5.4 con epicentro a Pizzoli; la quarta di magnitudo 5.0 alle 14,33 con epicentro a Cagnano Amiterno. A Campotosto ricordano che la distruttiva fu quella delle 11.14 di 5.5. In un attimo la sede del municipio e la chiesa “esalarono” l’ultimo respiro: oggi quello spazio, tolte le macerie, è vuoto. Al posto del municipio sarà realizzato un belvedere (la nuova sede comunale sarà costruita in un altro posto), per la chiesa ci vorrà tempo e per ora le celebrazioni si tengono in una struttura provvisoria. Gli alpini a tempo record hanno realizzato un edificio in legno a disposizione della comunità.
IL PUNTO
Per anni (partendo dal 2009) a Campotosto non si è mossa paglia. Quando si è insediato il commissario per il sisma 2016, Giovanni Legnini, il paese è tornato a lampeggiare sui radar e molto è stato fatto soprattutto sul fronte della semplificazione delle procedure per la ricostruzione privata. È stata inoltre “prescritta” una “cura da cavallo” per quanto riguarda alcuni interventi della ricostruzione pubblica (chiesa, municipio, sottoservizi, spazi comunitari). Certo, oggi martedì 18 gennaio 2022, di concreto si vede ancora poco ma le basi per accelerare ci sono tutte.
Un mese fa a “frenare” la rinascita ci si è messo anche l’ennesimo terremoto, questa volta giudiziario, che tiene lontani dal paese (divieto di dimora) il sindaco Ercole Di Girolami e l’ex sindaco (ora consigliere comunale) Luigi Cannavicci. Per ricordare il 18 gennaio di 5 anni fa non sono previste cerimonie particolari. Ci sarà però, intorno alle 10, l’inaugurazione di una mostra fotografica che racconta in modo originale gli anni dei terremoti a Campotosto. Si intitola “Mai più senza” ed è composta da 55 foto di Elena Fusco che ha collaborato per l’allestimento con l’archeologa e tessitrice Assunta Perilli che ha un suo laboratorio nel cuore del borgo, lungo la strada principale.
AGGREGATI A CAMPOTOSTO
Il consigliere comunale Berardino Camilli a inizio dicembre 2021 ha fornito i numeri (come risultano al Comune) della ricostruzione.
A Campotosto e frazioni risultano costituiti 106 aggregati. Di questi 42 hanno presentato almeno il progetto parte prima. I contributi materialmente, (come è noto a Campotosto i soldi sono in parte del sisma 2009 e in parte, in caso di aggravamento del danno, del sisma 2016), sono arrivati a 14 consorzi e tre cantieri sono terminati. Partendo dai 106 aggregati complessivi costituiti, nella frazione di Ortolano ce ne sono 5 ma con zero progetti presentati.
Nella frazione di Mascioni 21 con 8 progetti presentati e 2 finanziati, nella frazione di Poggio Cancelli 26 con 11 progetti presentati di cui 7 finanziati. A Campotosto capoluogo sono complessivamente 54 i progetti presentati di cui 5 finanziati.
I DATI DELL’UFFICIO SPECIALE
L’Ufficio speciale di Fossa (Usrc) ricorda che «la ricostruzione privata dei comuni colpiti dal doppio sisma 2009 e 2016 segue due strade parallele e coordinate.
Da una parte i contributi ammessi dall’Ufficio speciale per la ricostruzione per gli aggregati già danneggiati dal sisma 2009 dall’altra i contributi ammessi dall’Ufficio speciale sisma 2016 Abruzzo per gli aggregati con danni prevalenti da terremoto Centro Italia 2016. Dopo una prima fase di rallentamento dovuto all’assenza di una normativa speciale per la quantificazione dei danni aggiuntivi i Comuni maggiormente attivi in termini di ammissioni a contributo sono oggi proprio quelli colpiti dai due eventi sismici del 2009 e del 2016» cioè quelli dell’Alta Valle dell’Aterno.
Dall’uscita del decreto Usrc di maggio 2020 (che risolveva la questione del doppio cratere) è stata avviata l’istruttoria di 183 pratiche dei 12 comuni doppio cratere e ne sono state ammesse 76 per un totale di 48 milioni di euro.
Prendendo come riferimento il 2021 è stata avviata l’istruttoria di 87 pratiche, ne sono state ammesse 56 per un totale di 36 milioni di euro e sono diciotto i cantieri concretamente partiti.
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