Terremoto, nuova conta dei danni

Il Comune: per le abitazioni già ristrutturate o ricostruite le verifiche vanno chieste alla ditta che ha fatto i lavori
L’AQUILA. Si ricomincia. Come se otto anni non siano mai passati. Le ultime scosse hanno gettato la città di nuovo nel panico, hanno quasi certamente provocato danni al già ricostruito e hanno “rivalutato” il ruolo degli alloggi del piano Case che oggi sono tornati a essere il possibile rifugio per chi non se la sente di restare nelle case in muratura. Ieri pomeriggio, l’amministrazione comunale è tornata a precisare le modalità con le quali i cittadini possono far fronte a possibili danni alle abitazioni già ricostruite a seguito del terremoto del 2009. Ecco alcuni passaggi della nota diffusa dal Comune dell’Aquila: «Sono state ulteriormente definite e precisate le modalità per chiedere i sopralluoghi delle abitazioni private, in seguito al sisma dell’altro ieri nella zona di Montereale. Le metodologie sono state condivise nel corso di una riunione che si è svolta nella sede comunale di via Ulisse Nurzia, alla quale hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Massimo Cialente, il comandante dei vigili del fuoco della provincia dell’Aquila, Ennio Aquilino, assessori e dirigenti comunali ed esponenti degli stessi vigili del fuoco e della Protezione civile regionale. Le richieste ai vigili del fuoco vanno effettuate, chiamando il 115, solo per evidenti rischi di pubblica incolumità e indifferibili esigenze di soccorso tecnico urgente. Per quanto riguarda le case classificate A dopo il sisma del 6 aprile 2009, non oggetto di interventi di riparazione o ricostruzione, i proprietari che evidenzino danni che potrebbero pregiudicare l’agibilità in seguito alle scosse dell’altro ieri possono chiedere una verifica di agibilità preliminare al Comune inviando al Centro operativo comunale (Coc), all’indirizzo coc@comune.laquila.it, il modulo reperibile sul sito internet del Comune dell’Aquila, www.comune.laquila.it, nella sezione modulistica dell’area Amministrazione trasparente. A tale scopo sono state organizzate apposite squadre di tecnici comunali. Le domande possono essere inviate entro il 31 gennaio. «La riorganizzazione di queste modalità», ha dichiarato il sindaco Cialente, «si è resa necessaria perché già da ieri molte richieste di sopralluogo, un centinaio, erano pervenute ai vigili del fuoco. Ribadisco che queste operazioni sono state attivate per garantire la sicurezza della gente, e solo in caso di conclamata inagibilità dell’abitazione si valuterà l’assegnazione dell’alloggio emergenziale. Per quanto riguarda le case che, dopo il terremoto del 2009, vennero classificate con esito di agibilità B, C ed E, che sono state riparate o ricostruite e che hanno riportato dei danni dopo il sisma di mercoledì», ha proseguito il sindaco Cialente, «valgono le regole già rese note ieri. I proprietari devono far riferimento prioritariamente ai progettisti e alle ditte di fiducia che hanno progettato ed eseguito gli interventi di riparazione o ricostruzione dell’edificio per la verifica e l’attestazione dell’eventuale inagibilità, almeno finché durerà lo sciame sismico e la Dicomac della Protezione civile non avrà definito altro tipo di procedure. «In seguito a questi sopralluoghi», ha concluso Cialente, «se dovessero emergere delle oggettive e acclarate inagibilità, il Comune provvederà ad attivare il procedimento di assegnazione di alloggi Case o Map. In ogni caso l’esito di queste verifiche non consentirà l’accesso a contributi per risarcimento danni». A determinare le modalità di risarcimento sarà una futura legge ad hoc, come sottolinea il sindaco.©RIPRODUZIONE RISERVATA

