Terreni del carcere, l’ultima parola al Tar
I giudici chiamati a far eseguire una sentenza del 2016 che riconosce all’Aduc la proprietà dell’area
L’AQUILA. Sarà il Tar il 22 marzo prossimo a mettere, forse, la parola fine al contenzioso tra l’Aduc (amministrazione separata dei Beni di uso civico) di Preturo, Cese, Colle, San Marco e Pozza e l’Agenzia del demanio. Una “lite” che vede al centro la costruzione, circa 30 anni fa, del carcere le Costarelle di Preturo dove da un mese è tra l’altro rinchiuso il boss mafioso Matteo Messina Denaro. La vicenda potrebbe persino approdare a una soluzione estrema ma nei fatti possibile: la demolizione della struttura. I giudici amministrativi sono chiamati a far «eseguire» una decisione della Corte di Appello di Roma-sezione usi civici del 2016, che ha stabilito in via definitiva che una gran parte del penitenziario è stato costruito su 4 ettari di terreno di uso civico sui quali ha giurisdizione l’Aduc.
La decisione del Tar (chiamato appunto ad applicare quella sentenza) diventa fondamentale perché potrebbe sia ordinare la demolizione o, come probabilmente avverrà, dare un po’ di tempo ad Aduc e Agenzia del demanio per trovare un accordo. Potrebbe anche essere nominato un commissario ad acta per mediare tra le parti. L’Agenzia del demanio in caso di intesa dovrebbe acquistare i terreni – oggetto dell’annosa causa – a un prezzo per ora quantificato in circa 2,5 milioni di euro. Tra l’altro fra Aduc e l’Agenzia del demanio c’è anche un’altra vertenza, questa volta davanti al giudice civile. L’Aduc ha chiesto all’Agenzia del demanio il pagamento dei canoni, una sorta di affitto annuo, per sanare l’occupazione abusiva lunga 30 anni. Anche questo contenzioso sta per arrivare a sentenza. Il perito incaricato dal magistrato ha stimato una cifra (per i canoni arretrati) di 1,2 milioni di euro che aggiunti ai 2,5 fanno quasi 4 milioni. Insomma una vicenda complessa che a questo punto solo un’intesa tra le parti può districare evitando l’impensabile, cioè la demolizione. L’Aduc di Preturo attraverso il suo presidente Antonio Nardantonio ha ribadito più volte la volontà di arrivare a un accordo equo e dignitoso come in passato è avvenuto con il Comune dell’Aquila per i terreni di uso civico dove sorge l’aeroporto dei Parchi “Giuliana Tamburro” sempre a Preturo.
Da decenni l’Asbuc (oggi Aduc) di Preturo rivendica la proprietà delle aree su cui è stato costruito il carcere in gran parte riservato a detenuti in regime di 41 bis. Ci sono state sentenze a vari livelli finché non si è giunti a una decisione “definitiva” che risale, come detto, al 2016 quando la Corte d’Appello di Roma, sezione speciale degli usi civici, ha riconosciuto la natura demaniale civica universale di una parte del terreno, circa 4 ettari, sul quale c’è il penitenziario. A questo punto, la strada dell’accordo è praticamente obbligata. (g.p.)
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