Terrore per 17 studenti a Strasburgo

Abruzzesi barricati in un ristorante. Il racconto di una marsicana. Un papà pescarese: «Ore di paura al telefono»
AVEZZANO. Diciassette studenti abruzzesi nell’inferno di Strasburgo. Tre i marsicani, salvati dal fattore tempo: un’ora prima dell’assalto terroristico al mercatino di Natale, Diletta e Marika, 16 e 17 anni di Avezzano, e il 17enne Leonardo, di Carsoli, sono rimasti nel seminterrato di un ristorante, «senza poter uscire per 3 ore». Erano in giro tra le bancarelle del tradizionale mercatino natalizio insieme a un centinaio di coetanei di tutta Italia vincitori del viaggio premio indetto dal Movimento per la vita.
«Eravamo proprio lì, al mercatino dove è avvenuto l’attentato, fino a un’ora prima», racconta la 16enne avezzanese Diletta Tranquilli, studentessa del Liceo classico “Torlonia”, ancora scossa per la brutta avventura, «quando ci siamo incamminati verso il ristorante, che dista poche centinaia di metri dal luogo dell’attentato. Pochi minuti dopo, mentre eravamo in attesa di cenare, in lontananza hanno iniziato a suonare tante sirene, che si avvicinavano sempre di più: abbiamo avuto tanta paura, gli accompagnatori sono saliti su per cercare di capire che cosa stesse succedendo fuori, ma gli agenti armati non li hanno fatti uscire, mentre i cellulari hanno iniziato a squillare. Erano i nostri genitori che avevano sentito dell’attentato alla televisione e volevano sincerarsi delle nostre condizioni. Fortuna che ci eravamo allontanati dal luogo dell’attentato, dove eravamo stati anche al mattino. Però per oltre tre ore non ci hanno fatto uscire dal locale».
Gli studenti, sempre più impauriti, sono rimasti nel sotterraneo in attesa del via libera per il ritorno ai pullman e, quindi, all’albergo. «Pochi minuti dopo le 23», riprende Diletta, «le forze di sicurezza, che presidiavano ogni angolo armi in pugno, ci hanno fatto uscire dal ristorante per raggiungere gli autobus, però attraverso un giro più lungo, e rientrare in albergo. Appena in camera ci siamo pian piano tranquillizzati. Però quanta paura».
La brutta avventura serale, però, non ha interrotto il viaggio premio di tre giorni degli studenti in visita al Parlamento europeo – oggi torneranno a casa per riabbracciare i propri cari – né fatto passare la voglia di viaggiare ai ragazzi. «Era il mio primo viaggio all’estero, al Parlamento europeo, un’esperienza sicuramente utile e divertente», conclude la studentessa del Torlonia, «segnato purtroppo da questo tragico evento. Non ci voleva proprio. Ci siamo spaventati parecchio, però questo non pregiudica la voglia di uscire e di vedere e conoscere il mondo che ci circonda. Penso che continuerò sicuramente a guardare al futuro con occhi pieni di speranza».
Lo scampato pericolo per la carovana di studenti di tutta Italia, compresi i tre giovani partiti dalla Marsica, ha fatto tirare un sospiro di sollievo a Maria Rosaria Savina, responsabile del “Movimento per la vita” di Avezzano – legata alla diocesi – in contatto continuo con i ragazzi. «Abbiamo cercato di tranquillizzarli. È stata un’esperienza traumatica per i giovani», afferma Savina, «rimasti prigionieri per ore nel sotterraneo del ristorante senza riuscire a capire il perché, così come per tutti noi e, soprattutto, per i genitori. Erano tutti preoccupatissimi: per fortuna che alla fine della giornata tutti gli studenti sono riusciti a tornare in albergo senza danni e hanno voluto continuare il viaggio».
Oggi alle 8, gli studenti, a bordo dei pullman del Movimento della vita, presieduto da Marina Casina Bandini, prenderanno la via del ritorno.
«Abbiamo vissuto ore di paura e senso di vuoto assoluto a causa degli eventi terroristici di Strasburgo», racconta Gianni Cicoria, genitore di Melissa, studentessa dell’istituto Marconi di Pescara, «nostra figlia minorenne si trovava lì: l’abbiamo supportata e ascoltata più volte al telefono per starle vicino e rassicurarla. Lei e altri ragazzi erano entrati da pochi minuti in un ristorante dopo aver girovago tra i mercatini e visitato la cattedrale».
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