Tetti di spesa e precari, tavolo Asl-sindacati

E Romano annuncia la stabilizzazione delle 147 persone impiegate, per 18 mesi, nell’emergenza Covid
AVEZZANO. Necessità di superare i tetti di spesa per garantire occupazione stabile e servizi sanitari di qualità. È quanto emerso nella riunione del tavolo tecnico che si è tenuta ieri e a cui hanno partecipato la direzione strategica dell’Asl, l’assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, e le organizzazioni sindacali, per discutere in merito al fabbisogno di personale, alle stabilizzazioni dei precari e alle internalizzazioni dei servizi. Durante l’incontro la Cgil, rappresentata dal segretario generale Francesco Marrelli e dal segretario della Funzione pubblica Anthony Pasqualone, ha chiesto di conoscere la reale situazione dei precari all’interno dell’Asl, compresa ogni forma di “lavoro flessibile” e “atipico” per poter avviare la stabilizzazione del personale. Inoltre, è stata rappresentata la necessità di aumentare il personale superando il vincolo dei tetti di spesa. Il direttore generale, Ferdinando Romano, ha comunicato l’avvio delle procedure di stabilizzazione del personale che, al 31 dicembre scorso ha maturato i requisiti previsti dalla legge. Ad oggi, riguarderebbe circa 55 lavoratrici e lavoratori precari, ai quali se ne aggiungerebbero altri 20 al 31 dicembre prossimo. Inoltre, entro luglio, si procederà alla stabilizzazione del personale assunto durante l’emergenza Covid, 147 persone, che al 30 giugno maturerà un’anzianità di 18 mesi. Oltre a ciò, la Cgil ha ribadito la necessità di avviare il percorso di internalizzazione del personale, che presta la propria attività su servizi di diretta competenza Asl, come ad esempio la Rsa di Montereale o il centro per l’autismo di Pratola. Assessore e manager si sono detti disposti a ricondurre le attività assistenziali all’interno della competenza aziendale, individuando le risorse necessarie. È infine emersa la questione del personale in somministrazione, cioè forniti da un’agenzia. Si tratta di ben 521 persone, di cui 330 con qualifica di operatore socio sanitario. Per la Cgil bisogna lavorare per superare il precariato, anche in considerazione dello stallo in cui versa la procedura concorsuale unificata con l’Asl di Teramo che è capofila. (p.g.)
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