Thales Alenia nelle sonde verso Mercurio

Il sito aquilano dell’azienda ha costruito i componenti per la nuova missione spaziale che partirà domattina dalla Guyana
L’AQUILA. È pronta al lancio, nella base di Kourou (Guyana Francese), la prima missione europea diretta a Mercurio, organizzata dall'Agenzia spaziale europea (Esa) in collaborazione con l'Agenzia spaziale giapponese Jaxa e chiamata “Bepi Colombo” in onore del matematico italiano Giuseppe (Bepi) Colombo, le cui ricerche sulla rotazione di Mercurio hanno aperto la strada all'esplorazione del pianeta più piccolo del sistema solare e il più vicino al sole. Una missione unica, che parla anche italiano e che coinvolge il sito aquilano della Thales Alenia Space. In particolare, l’esperimento denominato More è stato progettato da Thales in Italia, per conto dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), in collaborazione con l’Università di Roma La Sapienza e il supporto del Jet Propulsion Laboratory, sviluppato nello stabilimento Thales dell’Aquila.
Domani, alle 3.45 ora italiana, un razzo Ariane 5 porterà nello spazio due sonde destinate a entrare nell'orbita del pianeta: il Mercury Planetary Orbiter dell'Esa e il Mercury Magnetospheric Orbiter della Jaxa. Un viaggio lungo 9 miliardi di chilometri, la cui fase di crociera durerà 4 anni, che fornirà informazioni su composizione, densità, campo magnetico e esosfera di Mercurio e oltre a studiare la sua interazione con il vento solare, permetterà di approfondire gli studi effettuati grazie ai dati raccolti in passato.
In queste ore i tecnici e gli ingegneri del Centro di controllo della missione dell'Esa in Germania, stanno lavorando in costante contatto con i loro colleghi di Kourou e con le stazioni a terra, che dovranno ricevere i dati. Gli obiettivi principali dell’esperimento More, a cui ha collaborato il sito aquilano e che ha richiesto tanti anni di studi e lavoro, sono la misurazione dello stato di rotazione di Mercurio, la misurazione della struttura del campo gravitazionale complessivo e l’esecuzione di un cospicuo numero di test sulla teoria della relatività generale di Einstein, misurando l’orbita del pianeta intorno al sole e la propagazione delle onde elettromagnetiche da e verso la Terra. La partecipazione alla missione Bepi Colombo conferma il ruolo centrale nel settore spaziale svolto dallo stabilimento Thales del capoluogo di regione, ricostruito dopo il sisma del 2009 e inaugurato nel 2013 a Campo di Pile, ritenuto uno dei più sicuri e moderni d’Europa e dove lavorano oltre 300 tra ingegneri e tecnici specializzati. A fine ottobre, dalla base militare di Vandenberg, a Nord di Los Angeles, in California, verranno lanciati nell’atmosfera anche i 10 satelliti del progetto Iridium Next, che sono stati realizzati sempre dalla Thales Alenia Space negli stabilimenti dell’Aquila, Madrid e Charleroi. Si tratta dell'ultimo lotto di una nuova generazione di comunicazioni satellitari a banda larga.
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