Tifosi di ogni età per il nuovo stadio

5 Settembre 2016

Dalla piccola Aurora, nata da un mese, al 95enne Pietro «È la nuova casa dell’Aquila calcio, ma ora serve vincere»

L’AQUILA. Volti incuriositi e un’euforia generale diffusa per l’agognato debutto nello stadio “Gran Sasso d’Italia-Italo Acconcia”. Ieri i tifosi più affezionati non sono mancati all’appuntamento nell’impianto senza barriere. La più piccola è stata Aurora Virginija, un mese e quattro giorni, arrivata in tribuna con la carrozzina e la sciarpa rossoblù assieme al papà Roberto e alla mamma Gintare. «È ancora troppo piccola altrimenti l’avremmo portata in curva» ha spiegato papà Roberto, da sempre appassionato dei colori rossoblù. Seduto in tribuna vip con gli amici di sempre Pietro Scimia, novantacinque anni e mezzo, tifoso da 80 anni e già dirigente rossoblù tra il ’60 e il ’70. A lui si deve l’intitolazione ad Acconcia dopo delle chiacchierate con il sindaco Massimo Cialente. «Ho conosciuto Acconcia a 6 anni, dopo la sua morte organizzavo i trofei. L’impianto è ottimo, anche gli altoparlanti si sentono abbastanza bene. Speriamo bene per il campionato». Visibilmente soddisfatto Giampaolo Arduini, ex assessore allo Sport e artefice della destinazione dell’impianto ai rossoblù del calcio. «È una delle emozioni più forti che ho provato perché ho creduto fin dal primo momento che questo impianto potesse essere per il calcio. Mi sarei aspettato di inaugurarlo in Lega Pro. Ora bisogna aprire la curva ospiti e la tribuna est. Sono convinto che investendoci questo stadio possa diventare una risorsa». Prima dell’inizio della gara il presidente Corrado Chiodi ha donato la targa con la dicitura “La nuova casa dell’Aquila Calcio è anche sua alla famiglia Orsini, in ricordo di Alessandro, giornalista e persona indimenticabile dal cuore rossoblù” ai figli Alberto e Andrea e alla moglie Rita. In curva, in polemica con le forze dell’ordine non sono stati appesi gli striscioni e non sono state sventolate bandiere, esposti solo degli striscioni inerenti al recente terremoto del centro Italia. Ex speaker dell’Aquila Calcio il tifoso Claudio Alfonsetti, tessera numero 55, ha seguito la gara con le figlie Giulia e Martina. «È uno stadio bellissimo, da serie A. Ci vuole una squadra all’altezza. Va bene entrarci anche se non è finito», ha detto. Legato al Fattori, Marco Pellerucci, della vecchia guardia della curva Sud, ha spiegato. «È uno stadio moderno, l’importante è che si tifa L’Aquila calcio e che vince». Per il figlio Simone «la visuale del campo è migliore, quando cantiamo è una bolgia rispetto al Fattori in cui eravamo più lontani e dovevamo sgolarci». I Red Blue Eagles dopo la gara sono andati al Fattori per un saluto e una foto ricordo nel vecchio stadio, storico palcoscenico di gioie e dolori sportivi.

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