Tirreno-Adriatico, futuro dell’Abruzzo

Esperti e amministratori al convegno su scambi commerciali e culturali. La Casini chiede il potenziamento della ferrovia
SULMONA. La trasversalità è la parola d’ordine dei nuovi modelli di trasporto che mettono in rete vie marittime e ferroviarie in un unico flusso di scambi commerciali e culturali. Questo il tema sviscerato ieri nel corso del partecipato convegno “La trasversalità Tirreno-Adriatica, opportunità di sviluppo per le aree interne”, che si è tenuto nell’aula consiliare del Comune di Sulmona.
Il sindaco Annamaria Casini invierà al governo un documento per chiedere di avviare, in tempo utile entro la data di revisione dei Corridoi europei dei trasporti (Ten-T), l’iter per il riconoscimento di un Corridoio intermodale Barcellona-Civitavecchia-Pescara-Ortona-Ploce, per promuovere l’ammodernamento della ferrovia Pescara-Roma. A relazionare nell’incontro-dibattito, moderato dal professor Pierluigi Landini, docente dell’università Chieti-Pescara, sono stati gli esperti di portualità e logistica Antonio Nervegna ed Euclide Di Pretoro, con all’attivo cinque pubblicazioni sull’argomento.
Secondo la tesi dei relatori, l’Abruzzo avrebbe un ruolo centrale nei collegamenti marittimi e terrestri trovandosi proprio in mezzo alla Penisola e al centro della linea di interconnessione tra le sponde dei mari Adriatico e Tirreno. In sostanza, la “rivoluzione” dei trasporti proposta è quella che bypassare i soli collegamenti su strada per favorire quelli sul mare e infilarsi all’interno di uno snodo commerciale importante, ricreando una sorta di via della seta di latitudine europea.
«Questo nella convinzione che l’Abruzzo, per la sua posizione geografica strategica di ponte tra il Tirreno e l’Adriatico, possa legittimamente aspirare a un ruolo importante nel contesto europeo, auspicando che il ministero dei Trasporti inserisca nel piano di revisione delle reti il corridoio logistico trasversale trans-europeo, così da dare impulso e valore alle produzioni delle nostre aree produttive, facilitarne le esportazioni e creare nuova e buona occupazione», ha affermato il sindaco Casini.
«L’Europa ci chiede di trovare alternative ai trasporti su strada», ha detto Nervegna, «e in questo senso i collegamenti con i porti di Ortona, ma ancor più di Civitavecchia, rappresentano un’opportunità da cavalcare nell’immediato. Non solo, noi restiamo convinti della necessità di dover dialogare direttamente col porto di Civitavecchia, che è il naturale collegamento al mercato romano, il secondo per importanza a livello italiano. Certo, fondamentali restano le infrastrutture».
Legato a doppio filo alla questione è il tema delle Zes, Zone economiche speciali, funzionali alla creazione di sviluppo in tal senso. «In tale ottica appare centrale il ruolo delle Autorità di sistema di gestione dei porti e l’impegno istituzionale delle regioni attraversate partendo dal presupposto del riutilizzo, o del migliore utilizzo, delle linee ferroviarie esistenti, allo stato praticamente inutilizzate», ha aggiunto Di Pretoro. «È il vecchio sogno di un’Italia finalmente fruibile nella mobilità non solo da nord a sud ma anche e soprattutto da est a ovest».
Presenti – tra gli altri – il vescovo Michele Fusco, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore di Avezzano Emilio Cipolloni, il sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, insieme al altri colleghi del territorio provinciale, il sottosegretario della Regione Umberto De Annuntiis, la consigliera regionale Sara Marcozzi, le organizzazioni sindacali e di categoria, Confindustria e le autorità militari.
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