Tomassoni: solo falsi annunci sulla riapertura del teatro

3 Giugno 2023

L’AQUILA. «In un città come l’Aquila, centro nevralgico di un’intensa e illuminata attività teatrale e musicale, il recupero di quei luoghi di cultura che ne hanno caratterizzato nel tempo la storia...

L’AQUILA. «In un città come l’Aquila, centro nevralgico di un’intensa e illuminata attività teatrale e musicale, il recupero di quei luoghi di cultura che ne hanno caratterizzato nel tempo la storia e l’identità, su tutti il Teatro comunale, ma anche il San Filippo, il Sant’Agostino, l’auditorium “Carloni” del Castello, il Cinema Massimo, non è evidentemente una priorità dell’amministrazione». A parlare è il consigliere comunale Alessandro Tomassoni, (Il Passo possibile), secondo cui «a 14 anni dal sisma si parla tanto di ricostruzione sociale ma poi, anche per la generalizzata insufficienza di spazi utili adeguati, è davvero inconcepibile che nulla si faccia per riconsegnarli alla nostra comunità. Per questo abbiamo proposto come “Il Passo possibile” un’interrogazione a risposta scritta che verrà discussa in consiglio lunedì prossimo. Sul maggior presidio culturale cittadino, il Teatro comunale, contrariamente ai proclami sulla (finta) riapertura annunciata più volte proprio per il 2023, in occasione dei 150 anni dalla sua fondazione, e gli auspici del sindaco per un maggior impulso sugli adempimenti a ciò necessari, l’amara realtà è che i lavori sono fermi da anni e nulla si sa. Cosa osta alla ripresa e alla conclusione dei lavori? A che punto è lo stato di avanzamento del progetto esecutivo? Quali sono ad oggi, le somme realmente disponibili in cassa? I relativi fondi Pnrr a disposizione sono stati intercettati? E ancora: quali sono le eventuali motivazioni di ordine amministrativo e tecnico che non consentono la riapertura del San Filippo (pronto dal 2017). È stato fatto il collaudo tecnico? Esiste un cronoprogramma d’intervento del Comune unitamente agli altri Enti dello Stato coinvolti nelle varie procedure? La città ha diritto a risposte chiare su quando tutto ciò sarà possibile. Siamo di fronte a un’imperdonabile inerzia progettuale e di spesa da parte del centrodestra cittadino. Ciò in linea con la carenza di interventi di recupero del patrimonio edilizio pubblico e monumentale e a fronte di quotidiani annunci di operazioni finanziate col Pnrr che rischiano però di non vedere mai la luce per i tempi realizzativi imposti dall’Ue».
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