Tonnellate di gomme Così l’Adria resta una bomba ecologica

Si temono nuovi incendi e danni ambientali per la vallata Il consiglio comunale istituisce una commissione speciale
SULMONA. Una bomba ecologica che non è stata disinnescata, ma che è sempre pronta a esplodere con conseguenze impensabili per l’intera vallata. Basterebbe una nuova incursione del piromane e questa volta gli effetti per il territorio sarebbero davvero catastrofici.
All’interno dello stabilimento Adria continuano a restare ammucchiate su ogni angolo dell’immenso piazzale, ma anche all’interno della stessa fabbrica, montagne di residui di pneumatici esausti che potrebbero fare la stessa fine di quelli andati a fuoco nei roghi del 17 e del 22 luglio. Con la differenza che il quantitativo di pneumatici fuori uso è 30 volte superiore di quello che ha alimentato il fuoco nei due gravi episodi che hanno già provocato danni ingenti al territorio tanto da indurre la procura della Repubblica ad aprire un’inchiesta per disastro ambientale. La fabbrica è sprovvista di un sistema di allarme e non sono previsti controlli notturni se non quelli di routine. Quindi il rischio di un nuovo e catastrofico episodio è davvero reale. L’unica soluzione sarebbe quella di spostare le montagne di pneumatici triturati da un’altra parte. Ma l’azienda non ha soldi per farlo. E domani, nel nuovo incontro in prefettura tra i componenti dell’unità di crisi adottata per far fronte all’emergenza ambientale causata dai due roghi dell’Adria, si dovrà parlare anche di questo per trovare una soluzione definitiva al problema. Soluzione che chiedono tutti i cittadini della Valle Peligna per disinnescare la bomba ecologica.
Intanto, anche il consiglio comunale di ieri si è occupato della vicenda con un ordine del giorno per l’istituzione di una commissione speciale. L’input è arrivato dal capogruppo di Forza Italia, Luigi La Civita, firmatario dell’iniziativa votata all’unanimità, per poter svolgere una concreta azione di supporto agli enti e organismi delle fasi successive all’incendio.
«La commissione speciale dovrà verificare i meccanismi di pianificazione e controllo delle emergenze che potenzialmente gravano sul nostro territorio», afferma La Civita, «e dovrà farlo coinvolgendo più figure professionali operanti nel settore sanitario, ambientale, di Protezione civile, i Comitato dei cittadini per l'ambiente e i medici dell’Isde. Una volta istituita, la commissione comunale, dovrà favorire la coesione territoriale e dovrà relazionarsi con gli amministratori dei Comuni del comprensorio».
Claudio Lattanzio
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