Toponomastica esce un libro del giornalista Silvio Graziosi
L’AQUILA. La «toponomastica», una banca dati preziosissima ma poco conosciuta e frequentata, rischia di scomparire, portandosi dietro i suoi segreti e la storia del nostro Paese. Silvio Graziosi,...
L’AQUILA. La «toponomastica», una banca dati preziosissima ma poco conosciuta e frequentata, rischia di scomparire, portandosi dietro i suoi segreti e la storia del nostro Paese. Silvio Graziosi, giornalista in pensione, con «Toponimi e microtoponimi di Castel del Monte» (Edizioni Comune di Castel del Monte - 112 pagine), si è divertito a darle anima e volto con una ricerca faticosa e meticolosa, anche se circoscritta a una comunque vasta area montana intorno al suo paese d’origine, Castel del Monte. Non nuovo a queste esperienze, Graziosi, già autore di un dizionario dialettale «Parole e cose della transumanza» (edizioni Camera di Commercio dell’Aquila), in questa sua ricerca è partito dagli atti dell’Archivio Notarile Distrettuale, conservati nell’Archivio di Stato dell’Aquila (il cui «fondo Catasti» nel Meridione è secondo solo a quello di Napoli), passando per i Catasti Pre-onciari e onciari, il Catasto (ex Ute) dell’Aquila, fino a incrociare i dati raccolti con quelli rinvenuti all’Istituto Geografico Militare (Igm) di Firenze, la Biblioteca Provinciale dell’Aquila e l’Archivio del Comune di Castel del Monte. «Una ricerca lunga e complessa», spiega lo stesso Graziosi nel libro, «in quanto dalla italianizzazione dei nomi – imposta ai topografi agli inizi del 1900 (e che aveva portato a inevitabili storpiature) – si è dovuti risalire alla loro origine dialettale, per potere, solo allora, arrivare a individuare e/o solo ipotizzare l’originario significato del toponimo».

