Torna a nuova vita il gioiello del ’700

Concluso il restauro degli interni e della cupola dopo il sisma
L’AQUILA. Un dislivello di qualche centimetro, un piccolo gradino sulla muratura perfettamente restaurata della cupola ottocentesca, attribuita all’architetto romano Giuseppe Valadier, delimita la parte originale da quella ricostruita.
La “cicatrice”, come hanno voluto chiamarla i progettisti, segnerà per sempre il volto della chiesa, simbolo del terremoto aquilano, quella di Santa Maria del Suffragio, più conosciuta come Anime Sante, diventata tragicamente nota proprio dopo il crollo di parte della cupola, in diretta tv. Oggi quel gioiello dell’architettura è tornato dov’era e com’era, dominando con la sua altezza la piazza del Duomo, ed è quasi tutto pronto per l’inaugurazione, in programma il 6 dicembre. Ma chi, entrando in chiesa, lascerà andare lo sguardo fin sull’intradosso della cupola, tra i fiori dorati, le finestre e le mensole, avrà l’impressione di vedere ancora una crepa, segno indelebile del 2009. L’intervento è stato presentato in anteprima a il Centro dal segretario regionale per i Beni culturali, Stefano D’Amico, e dal direttore dei lavori, l’architetto Franco De Vitis, della Soprintendenza per L’Aquila e il Cratere.
I COLORI. A lasciare senza respiro, quando si entra nella chiesa, dopo più di 9 anni dal sisma, sono i colori. La luce che entra dalle finestre, con i vetri oggi più trasparenti, riflette i toni tenui del rosa, dell’azzurro e del beige sulle pareti. «Il restauro dell’apparato è stato il più possibile conservativo» spiega De Vitis.
PAVIMENTO. Solo una parte del pavimento è stata riposizionata, la zona dell’abside sarà invece rivestita nei prossimi giorni, dopo aver messo a punto l’impianto di riscaldamento.
LE OPERE MOBILI. A mancare ancora all’appello è l’altare. «È stato completamente distrutto durante il terremoto, proprio a causa del crollo della cupola, e sarà riproposto in chiave più moderna», continua il direttore dei lavori. «Il nuovo altare avrà le stesse cromie dei marmi del precedente. Sarà bene inserito nel complesso».
In fase di ultimazione, inoltre, è il restauro sia dell’organo che delle tele da inserire nelle cornici sulle pareti. «Contiamo che tutto sia pronto per il 6 dicembre», assicura De Vitis.
LA CUPOLA. Domina la scena la cupola del Valadier. «Il terremoto ne ha comportato il crollo dell’80%», spiega il direttore dei lavori. «Con un po’ di attenzione è possibile notare la differenza cromatica tra gli apparati originali, poco più scuri, e quelli ricostruiti: una volontà progettuale, per conservare la memoria del sisma, sottolineata anche dalla “cicatrice” che divide la parte ricreata ex novo da quella consolidata”.
LA SICUREZZA. La prima delle preoccupazioni dell’intervento di restauro è stata l’antisismicità della struttura. «Tutto ciò che non si vede è ciò a cui abbiamo lavorato di più» conclude l’architetto. «Tantissime sono state le attenzioni dal punto di vista strutturale, che renderanno la chiesa più sicura di sempre».
LA COLLABORAZIONE. L’imponente restauro delle Anime Sante è stato possibile grazie alla collaborazione, economica e tecnica, con la Repubblica francese. «La spesa complessiva ammonta a circa 6 milioni, di cui 2.750.000 donati dalla Repubblica francese», spiega D’Amico. «Una cooperazione molto importante sia per l’Italia che per la Francia, anche perché si sono confrontate due scuole di pensiero non sempre coincidenti. Inoltre, mentre l’appalto è stato gestito dal Segretariato regionale ai Beni culturali, di cui fa parte il responsabile unico del procedimento, architetto Claudio Finarelli, molti tecnici sono della Soprintendenza, tra gli altri anche la responsabile delle opere artistiche Anna Colangelo». Al lavoro hanno collaborato gli architetti francesi Didier Repellin e Agnes Chodzko e i professionisti esterni Giorgio Croci, Aymen Herzalla e Carlo Lufrano. Grande soddisfazione è stata espressa dalla Soprintendente, Alessandra Vittorini, che sottolinea come L’Aquila possa vantare «nella disciplina del restauro, un’esperienza che non ha precedenti».
INVITI. Intanto, per l’inaugurazione della chiesa, il 6 dicembre, molti sono gli inviti spediti dal Comune: oltre al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, e al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, sono stati invitati anche Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, e i vertici del Ministero dei beni culturali.
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