Torna in cattedrale la statua di Santa Teresa

Affollata celebrazione con il vescovo Spina nella basilica di San Panfilo dopo il restauro ligneo
SULMONA. È tornata al suo posto, nella chiesa di San Panfilo, la statua di Santa Teresa d’Avila. La scultura lignea, opera di Giacomo Colombo, di scuola napoletana, è stata restaurata per sanare le diverse lesioni e i punti corrosi dal tempo. Il restauro, completamente a carico della Fondazione Carispaq, è stato eseguito dalla ditta sulmonese Lucci, sotto il controllo della Soprintendenza ai beni culturali. La riconsegna della statua è avvenuta domenica in un’affollata cerimonia nella basilica di San Panfilo.
Soddisfatto il vescovo Angelo Spina. «È stata una donna rocciosa, una grande della cristianità», dice, «fondamentali nella vita della santa sono la presenza dell’Angelo, il dolore spirituale, la riforma dell’Ordine carmelitano, i suoi scritti».
Il vescovo ricorda anche come Santa Teresa sia la fondatrice dell’Ordine dei Carmelitani scalzi, soffermandosi approfonditamente sul fenomeno della “transverberazione” (nella mistica cattolica indica l’assalto del Serafino o dell’Angelo con la trafittura del cuore attraverso un oggetto affilato). Scena scelta dall’artista del XVII secolo per immortalare su legno la figura della santa. Sul restauro, con tanto di diapositive alla mano, si sono soffermati i rappresentanti della ditta Lucci e il funzionario della Soprintendenza Anna Colangelo. Mentre è toccato al rettore della basilica, don Domenico Villani, ricordare che «da Santa Teresa si evince quanto sia grande la santità». Il presidente della Società di scopo della Fondazione Carispaq, Domenico Taglieri, ha ripercorso tutti i progetti che hanno visto l’ente a sostegno della diocesi: dal restauro della basilica alla visita del Papa emerito, fino al restauro della statua di Santa Teresa D’Avila, «un altro grande regalo per la città». «Nell’opera del Colombo il volto in estasi, la testa verso l'alto e gli occhi riversi all’indietro esteriorizzano ciò che l’anima sta vivendo in quel momento», ha aggiunto don Oliviero Liberatore. «Il restauro della statua lignea raffigurante l’estasi di Santa Teresa, riporta in auge la forza e l’eloquenza dello stile barocco che abita la cattedrale di San Panfilo. Effettivamente è nell’accentuazione di un rapporto più intimistico con Dio sorto già durante il Concilio di Trento che ritroviamo i germi dell’arte religiosa che caratterizzerà il XVII e il XVIII secolo e dunque, anche le opere del Colombo». (f.p.)
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