Torna l’incubo dei doppi turni al Liceo Cotugno

24 Marzo 2017

De Crescentiis s’è preso un giorno di riflessione per decidere Mantini: sicurezza, condivido le preoccupazioni dei genitori

L’AQUILA. Torna lo spettro dei turni pomeridiani per gli studenti e il personale del Cotugno (Licei Classico, Linguistico, delle Scienze umane e Economico).

Dopo l’accettazione da parte del Tar (Tribunale amministrativo regionale) del ricorso presentato da alcuni genitori per chiedere l’annullamento dell’atto amministrativo con cui la Provincia ha disposto, il 13 marzo scorso, la riapertura, a metà, dell’edificio di Pettino (i lotti F e G sono rimasti chiusi), il presidente dell’ente, Antonio De Crescentiis, ha deciso di prendere «un giorno di riflessione» per decidere il da farsi.

Se da una parte, infatti, il dispositivo parla di “danni gravi e irreparabili” per quanto concerne la struttura di Pettino, dall’altra il presidente del Tar, giudice monocratico, Antonio Amicuzzi, riconosce «l’esigenza di assicurare anche la continuità scolastica» e per questo stabilisce che «gli effetti del decreto decorreranno solo da quando sarà trovata dalle amministrazioni competenti nuova e idonea sistemazione dei soggetti ora ospitati nel complesso edilizio in questione che consenta la regolare prosecuzione dell’attività in condizioni di sicurezza».

Già nei mesi scorsi, tuttavia, Comune e Provincia, dopo una ricognizione sulle strutture disponibili, hanno dichiarato di non avere a disposizione spazi adeguati per ospitare la scuola. Le possibilità quindi sembrerebbero due: far restare fino a fine anno scolastico i ragazzi in quella struttura su cui il giudice stesso pone dei dubbi o tornare ai turni pomeridiani all’interno di un’altra scuola. Soluzioni che comunque non piacciono né agli studenti, né ai docenti al personale della scuola, tanto più che nello stesso dispositivo del Tar si fa riferimento a «scuole sismicamente inadeguate in virtù di certificazioni di agibilità emesse in assenza delle previste verifiche di vulnerabilità sismica», puntando l’indice non solo sul Cotugno, ma anche sulle altre strutture scolastiche.

MANTINI. Sulla vicenda è intervenuto ieri, con una nota, anche l’onorevole Pierluigi Mantini, docente del Politecnico di Milano, vicepresidente della Giustizia Amministrativa, parlamentare per tre legislature con Margherita, Partito democratico e Unione di centro. «Cosa ci dice il provvedimento giudiziale ad ora emanato, pur senza entrare nel merito tecnico? Ci dice che, in effetti, le forti preoccupazioni delle famiglie sulla sicurezza sismica delle scuole sono fondate, che dagli atti tecnici emerge un indice di vulnerabilità sismica assai distante da quello della sicurezza sismica, che il certificato di agibilità edilizia non basta per prevenire l’attuale rischio sismico, che il provvedimento di parziale sospensione delle attività scolastiche è illegittimo se le verifiche indicano l’insicurezza (grave) della scuola ma nel contempo si riaprono le attività senza alcuna garanzia», spiega. «Come è possibile che in prossimità dell’ottavo anniversario del tragico terremoto del 2009 e dopo diversi miliardi di denaro pubblico spesi, le scuole all’Aquila siano ancora gravemente insicure? Come avere fiducia nel programma “scuole sicure”, onnipresente nelle televisioni, nella messa in sicurezza dell’Italia dalle fragilità del suo territorio, giustamente perseguita dal governo, se all’Aquila, dopo otto anni e molti miliardi, non siamo riusciti a farlo?».

I MOVIMENTI CIVICI. Anche Appello per l’aquila/l’aquila che vogliamo i movimenti civici, ieri, hanno voluto esprimere la propria opinione sulla questione: «In attesa che il collegio del Tar si pronunci il 5 aprile, il Giudice monocratico stabilisce che la sospensiva è subordinata all’individuazione da parte delle amministrazioni competenti di una nuova ed idonea sistemazione». La Provincia ha dunque obblighi precisi e stringenti, così come l’amministrazione comunale ha il dovere di farsi carico del problema, come peraltro si è impegnata a fare con la mozione presentata da Apclv e approvata due giorni fa in consiglio. Il sindaco è la massima autorità di Protezione civile della città e non è accettabile che per le inadempienze di queste amministrazioni si metta a rischio la vita di centinaia di persone tra studenti e lavoratori, perché non si possono – o non si vogliono – trovare 38 aule dove fare lezione in orario mattutino e in sicurezza».

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